Tanto trambusto per nulla

di Pietro Mazzara
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Dopo mesi di silenzio, torna a parlare Gigio Donnarumma e lo fa al suo arrivo a Firenze dove, ad attenderlo, c’erano i giornalisti che gli hanno chiesto delucidazioni sul suo futuro. Le parole pronunciate dal portierone milanista, che sarà impegnato con la nazionale italiana, sono ormai note anche se, in nottata, si è scatenato un grande putiferio sull’interpretazione delle medesime. Il popolo milanista, come troppo spesso accaduto, si è diviso subito tra chi gli ha dato una valenza negativa e chi una positiva. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo.

CONFERME -  Gigio ha confermato quello che tutti, in maniera unilaterale, andiamo dicendo da mesi ovvero che lui è milanista e vuole rimanere al Milan. L’oggetto della discordia è stato un verbo, ovvero quello “spero di rimanere” che ha agitato tanti. “Voglio rimanere”, certamente, sarebbe stato più forte e netto, ma il saluto alla Sud durante Milan-Genoa mentre gli ultras gli dedicavano il coro personalizzato (unico giocatore al quale viene riservato questo omaggio), la mano sul cuore ed il bacio allo stemma del Milan nel post Juve-Milan e i gesti fatti quotidianamente sono la prova più forte di quella che è la sua volontà.

NERVO SCOPERTO -  E’ altrettanto vero che il nome di Donnarumma è un nervo scoperto per i tifosi del Milan, che hanno la legittima paura di veder partire il loro campione verso altri lidi, soprattutto a causa del suo procuratore, ovvero Mino Raiola. Ma lo stesso Mino sa bene che chiunque sarà a sottoporgli il nuovo contratto, da Galliani a Fassone, potrà fare un grande affare più che a portarlo altrove. La speranza di tutti è quella di vedere presto chiarezza societaria ed un nuovo contratto per Gigio, vera bandiera di questo Milan che guarda alla rinascita.


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