Mercato importante e crescita veloce dei ricavi: le due missioni di Mirabelli e Fassone per il nuovo Milan

di Pietro Mazzara
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Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli hanno fretta. Fretta di costruire il nuovo Milan, sotto tutti i punti di vista. I due neo dirigenti rossoneri, nei rispettivi ambiti, hanno le idee ben chiare di quello che servirà alla squadra e alla società per essere competitivi nel corso della prossima stagione, nella quale – si augurano – si torni a respirare aria d’Europa attraverso l’Europa League. Vincenzo Montella sarà il timoniere del loro Milan e, insieme a lui, porranno le basi per l’inizio di una nuova epoca.

MERCATO -  Per accorciare il gap con le prime tre della classe, sarà necessario un mercato estivo importante, fatto si di nomi altisonanti, ma che sappiano anche essere funzionali al progetto tecnico-tattico dell’allenatore. Musacchio del Villarreal è stato praticamente bloccato, con un’operazione da 15 milioni di euro, ma servirà anche rimpolpare le fasce difensive. Sfumato Kolasinac, la lista dei laterali che piacciono è lunga e comprende nomi di una certa importanza come quello di Moreno del Liverpool e di Bernat del Bayern Monaco, ma occhio anche a qualche scontento di lusso in casa Barcellona. In mezzo al campo servirà un grande giocatore, in grado di innalzare il tasso tecnico del reparto e bisognerà anche prendere una decisione sul futuro di Locatelli, che potrebbe rimanere, ma anche essere mandato in prestito un anno a giocare con regolarità. In attacco, infine, si punta a un grande numero 9 (Morata su tutti) con la conseguente uscita di scena di Bacca.

SVILUPPO ED ESPANSIONE -  Oltre gli aspetti di campo, ci sono anche quelli legati alla società. Marco Fassone ha parlato a lungo, nel corso della sua conferenza stampa, di quello che sarà lo sviluppo del marchio Milan in Cina attraverso una società controllata che si occuperà, in loco, di creare profitto sul mercato locale. Merchandising e sponsorizzazioni sono le prime due voci che possono garantire un guadagno al Milan nella terra del Dragone, attraverso una strategia capillare che sappia toccare quel bacino d’utenza che, i grandi club europei, non sono ancora riusciti a colonizzare.


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