Fassone ammette gli errori ma conferma la fiducia al progetto: stagione di transizione ma non da buttare

di Matteo Calcagni
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"Uno o due errori li abbiamo commessi. Abbiamo cercato di correggere gli errori, ma io sono convinto che abbiamo fatto una grande campagna acquisti. Chi non sta rendendo come ci si aspettava tornerà presto a rendere ai suoi livelli" ha dichiarato Marco Fassone nella mattinata odierna, presso la sede della Lega Serie A. Un'ammissione, anche se parziale, di qualche errore commesso in estate, quando il nuovo Milan si è impegnato in una campagna acquisti mastodontica sia numericamente che economicamente.

GLI ERRORI - Sbagliare qualcosa quando si portano a casa tutti quei giocatori è quasi scontato, il che non può demonizzare il lavoro svolto da Fassone e Mirabelli. Il vero errore forse può essere stato nella strategia e nei milioni spesi, con operazioni che non hanno tenuto conto del modulo e del vario utilizzo dei calciatori. Viste anche le restrizioni della UEFA, forse il Milan avrebbe potuto anche evitare certe operazioni, non tanto per il valore intrinseco dei giocatori ma per la reale necessità di acquisto. Un esempio è rappresentato dai centrali: il Milan ne ha davvero tanti, tanto che Paletta, che lo scorso anno ha comunque disputato un campionato discreto, esordirà soltanto oggi contro il Rijeka. Forse l'investimento di Musacchio, spesso fuori dall'undici iniziale, avrebbe avuto altra sorte se Bonucci non fosse stato acquistato successivamente. Ma un discorso simile si potrebbe fare anche per l'attacco, visto che i rossoneri si ritrovano a giocare con una sola punta, lasciando spesso in panchina giocatori da tanti milioni.

LA FIDUCIA - Ammettere di aver sbagliato qualcosa è comunque segno di maturità da parte di Fassone, il quale ha comunque confermato di credere alla campagna acquisti, la quale potrebbe dare soddisfazioni nel medio/lungo periodo. Pensiamo a Conti, che prima o poi tornerà a disposizione, o alla futuribilità di giocatori come André Silva e, si spera, Calhanoglu. Un insieme che forse non darà risultati in questa stagione, definita non a caso di "transizione", ma può essere un buon trampolino per il futuro. I discorsi attuali cozzano con quelli estivi di eccessivo ottimismo e trionfalismo, ma di fronte a tutti quei milioni spesi era difficile approcciare ai microfoni in maniera diversa.


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