Da assicurazione offensiva a delusione realizzativa: le attenuanti non mancano, ma ora servono i gol

di Matteo Calcagni
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Quando in estate il Milan scelse di puntare su André Silva, talentuoso centravanti classe '95, fu subito chiaro che l'investimento non avrebbe assicurato frutti immediati, tenendo conto dell'età del calciatore e della provenienza da un altro campionato. Un acquisto in prospettiva che, almeno nelle idee della dirigenza, necessitava di un innesto "chioccia" che assicurasse rendimento, gol ed esperienza durante l'inevitabile periodo di adattamento e maturazione. La tifoseria rossonera sognava Belotti e Aubameyang, ma alla fine è arrivato Nikola Kalinic, non propriamente un bomber famelico ma dotato di qualità importanti e di un bagaglio da non sottovalutare.

ASSICURAZIONE - In una squadra che non funziona è complicato emergere, ma è impossibile non essere delusi dal rendimento del croato nel corso di questi mesi. Il sacrificio e l'abnegazione sono virtù di una certa levatura, ma dal centravanti del Milan è logico e doveroso aspettarsi un contributo offensivo di un livello superiore. E finora questo apporto, da parte del nativo di Solin, è stato piuttosto scarso, con solo quattro reti siglate in campionato in diciassette presenze. La tifoseria si aspettava certamente di più, ma anche la stessa dirigenza, che ha acquistato il classe '88 proprio per garantirsi quelle sicurezze che André Silva non poteva ancora assicurare.

CONCRETEZZA CERCASI - A togliere le castagne del fuoco finora è stato sicuramente Cutrone, unico tra i punteros milanisti a segnare in tutte le competizioni: una cosiddetta manna dal cielo in una stagione particolare, iniziata con grandi propositi ma rivelatasi complicatissima. Ora però, dopo questa sosta post festiva, servirà una svolta netta, anche per quanto riguarda i singoli. André Silva gode sicuramente di più tempo (ovviamente non infinito), ma Kalinic dovrà sbrigarsi e dare concretezza alle sue prestazioni. D'altronde il Milan lo ha preso per assicurarsi un certo numero di gol, ma per ora il croato è rimasto ampiamente sotto la quota minima. Chissà che, con un Milan più pimpante e pericoloso, l'ex Fiorentina non possa ritrovarsi anche sul piano realizzativo, dando una mano importante in questa fase clou della stagione con ben tre competizioni da onorare.


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