Tanti dubbi, una sola certezza e la grande illusione

di Fabrizio Tomasello
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Ormai ci siamo, per i tifosi rossoneri è arrivato il momento della svolta. Sul fronte closing non sembrano esserci più dubbi e tutto procede a vele spiegate verso la chiusura delle operazioni alla vigilia del derby. Ma da qui a cantare vittoria, vivere questo momento topico per la storia del Milan con euforia e solleticante ansia da vigilia, ce ne corre. Quella che sta per iniziare sarà la settimana decisiva per la cessione del club di via Aldo Rossi, scandita da una serie di appuntamenti che da qui al prossimo sabato garantiranno il definitivo passaggio di proprietà dalla Fininvest di Silvio Berlusconi alla Rossoneri Lux di Yonghong Li, con il gradito supporto del fondo americano Elliott. E fin qui siamo ai fatti, sui quali ormai siamo tutti d’accordo.

Poi però c’è la parte emozionale di questa vicenda, quella dedicata ai sentimenti, agli stati d’animo, ai dubbi, alle inquietudini, alle aspettative, alle preoccupazioni, a tutto quel florilegio di sensazioni che da tanti, troppi mesi a questa parte turba la quiete e la serenità del tifoso milanista.

All’origine di tutto c’è l’insoddisfazione generale nei confronti della gestione Berlusconi-Galliani, a dir poco fallimentare nell’ultimo quinquennio, dopo tanti anni di successi e trionfi. Di fronte all’operato sconcertante dell’attuale dirigenza e al progressivo depauperamento dell’immagine del club (nella malaugurata ipotesi che accadesse, il prossimo potrebbe essere per il Milan il quarto anno consecutivo senza Europa, una disdicevole combinazione di eventi che non si verifica dai tempi in cui il pallone era quadrato), il popolo rossonero è arrivato al limite dell’esasperazione. Ed è questa l’unica ed incontrovertibile certezza.

Comprensibile quindi il desiderio di voltar pagina. E qui nascono i problemi. Perchè per quanto ottimisti, solari e fiduciosi, oggi per i tifosi milanisti risulta difficile abbandonarsi a speranze e a nuovi sogni di gloria pensando che il futuro rossonero è nelle mani di personaggi dal background così poco chiaro come quello Yonghong Li. A maggior ragione visto che di mezzo c’è il famoso hedge fund Elliott, ben noto per i suoi interventi in operazioni dove c’è da speculare. Per entrare nel merito della questione, e giustificare quindi la diffidenza dei tifosi rossoneri, appare piuttosto complicato sognare futuri investimenti milionari se il prossimo proprietario dell’Ac Milan può disporre di un patrimonio personale certificato che ammonta a poco più di 500 milioni di euro, la metà di quanto verrà a costare per intero il club rossonero. E ancora, si parla di un mercato estivo da 100-150 milioni di euro, ma intanto, solo per concludere l’operazione di acquisto del Milan, Yonghong Li è stato costretto a farsi prestare ben 180 milioni di euro da un fondo speculativo a un tasso di interesse da denuncia.

E allora come dare torto a chi vede più ombre che luci in tutta questa vicenda? Piano però. Va bene attendere perplessi gli sviluppi della situazione, meglio ancora mettersi comodi e assistere all’evoluzione della trattativa, senza farsi prendere da eccessivo entusiasmo, d’accordo, ma nello stesso tempo senza scivolare nella depressione. Perchè oggi i sempre più disincantati tifosi rossoneri un’illusione possono permettersela: che la chiusura delle operazioni di acquisto del Milan, il famoso closing, porti con sè il miracoloso e taumaturgico effetto di sbloccare anche tutti quei fondi raccolti - tanti, secondo i bene informati - da Yonghong Li in Cina e rimasti fermi per le restrizioni del governo di Pechino sull’esportazione di valuta all’estero.

Allora si che Fassone e Mirabelli potrebbero contare su quel flusso di cassa necessario per far ricominciare a funzionare le cose in via Aldo Rossi, per ricostruire secondo criteri ben definiti la rosa a disposizione di Vincenzo Montella e per tornare a ragionare in grande. Allora si che i fans del diavolo potrebbero finalmente tornare a sorridere.


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