Sulla pelle del Milan

di Luca Serafini
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Se n’è andato dopo 30 anni che hanno costituito l’epopea più vincente della storia mondiale del calcio. Silvio Berlusconi aveva già fatto abbastanza. Non si è reso necessario trattare con arabi o russi o americani, certamente più vicini e concreti dei mediatori, delle teste di legno, degli affaristi cinesi. Al primo che ha cacciato i soldi richiesti, ha lasciato in mano la società. Quel che aveva fatto lui era abbastanza, più che sufficiente. Chi arriva dopo non è affar suo. A chi tocca tocca, io ho dato. Sulla pelle del Milan.

Si sono susseguiti i preclosing, i quasi closing, i closing presunti e quelli reali. Alla fine si è palesato il poster di questo signor Li e qualche fondo che lo ha finanziato concedendo fiducia non a lui, ma al valore della proprietà. Se ce la farà da solo bene, altrimenti il club sarà loro. Nuda proprietà. Sulla pelle del Milan.

Sono arrivati Fassone e Mirabelli e hanno fatto la rivoluzione della rosa che invocavamo un po’ tutti. Per capire se ci hanno preso o no, se quelli che nei weekend vestono la maglia rossonera sono solo le controfigure di quelli che ogni tanto giocano (bene) con le loro Nazionali, ci vorrà tempo e soprattutto un allenatore navigato. Nel frattempo, sulla pelle del Milan e con la sede popolata da interisti. Montella l’hanno trovato e se lo sono tenuto, con tutti gli indizi che portavano ad Antonio Conte e le informazioni poco rassicuranti sui metodi dell’aeroplanino, che ha lasciato infatti un’eredità tattica pari allo zero. Sulla pelle del Milan.

I giornali e i bene informati sparacchiano a salve sul giudizio dell’Uefa circa il fair.play finanziario dei nuovi proprietari, chiunque essi siano, rappresentati da Fassone. Da spaventarli al punto di emettere un comunicato dal sapore “non si sa mai”. Salvo poi l’Uefa smentire e anzi confermare di essere pronta a emettere giudizi sul tema soltanto la prossima settimana. Come sempre, accanimento mediatico sulla pelle del Milan.

Rino Gattuso, che adoriamo come uomo e come ex icona, inizia da Benevento confermando tutto del suo predecessore: uomini, modulo, ritmo, atteggiamento, risultato. Spingendo gli avversari 3 volte nella storia in un colpo solo: primo punto, prima doppietta di gol in serie A, gol del portiere dopo 16 anni dall’ultimo. Tutto sulla pelle del Milan.

Mi hanno chiesto se, dopo la serie B con Colombo prima e Farina poi, questo sia il punto più basso della storia calcistica rossonera. Sì, lo è, perché ho 35 anni di più. E perché la pelle del Milan ce l’ho addosso. Io.     


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