Ses-Fininvest, si tratta ad oltranza. Closing, la giustificazione cinese sui ritardi

di Antonio Vitiello
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Il termometro della “fiducia” dei tifosi rossoneri verso la cordata cinese che sta provando ad acquistare il Milan ha fatto registrare i minimi storici nell’ultima settimana. C’è il tifoso che vuole ugualmente il passaggio di proprietà senza riflettere in mano a chi andrebbe a finire, il tifoso deluso che a questo punto preferirebbe stoppare la trattativa per ricominciarne un’altra con una nuova cordata più seria, e il tifoso che non ha mai visto di buon occhio questo consorzio ed ora reclama la paternità della frase più gettonata in queste ore: “io l’avevo detto”.

I fatti però dicono che Ses e Fininvest stanno continuando a trattare, anche ieri gli avvocati dei due gruppi hanno avuto altri contatti e in realtà pare non esserci una vera e propria deadline da onorare, non essendoci più un contratto da rispettare. E’ normale però che nel fine settimana dovranno arrivare novità, al massimo ad inizio della prossima, se si vuole proseguire in questa estenuante trattativa. Il giorno in cui arriveranno gli altri 100 milioni di caparra si firmerà un nuovo contratto con nuove condizioni che Ses e Fininvest stanno elaborando in questi giorni convulsi. In parole semplici si tratta ad oltranza per arrivare ad un accordo ma la sostanza resta solo una: bisogna vedere i soldi per continuare l’operazione, altrimenti l’intera impalcatura rischia di crollare.

Fininvest non si aspettava questo scivolone di Ses proprio al rush finale, ed è stata una brutta botta per tutti. Ci sono stati momenti davvero critici dove sembrava difficilissimo risanare la frattura, mentre nella giornata di lunedì e martedì c’è stata qualche piccola schiarita tra le parti. Ma si parla sempre di sensazioni perché finchè non arriveranno i soldi non ci saranno passi concreti in avanti.

Ma perché questo venir meno del gruppo di YongHong Li? Dove sono finiti i soldi? La versione dei cinesi sul mancato pagamento a Fininvest riguarda gli impedimenti dello stato cinese nel portare grosse somme di denaro all’estero. Ses sarebbe fortemente ostacolata dal governo e questo ha impedito la chiusura dell’affare. Proprio in questi giorni anche il Financial Times ha pubblicato un articolo in cui ha evidenziato che la riserva di capitali stranieri della Cina è scesa sotto i 3 trilioni di dollari per la prima volta in sei anni, limitando quindi il deflusso dei capitali all'estero, quello che sta accadendo a Sino Europe Sports è accaduto anche a Wanda nell'acquisto della Dick Clark Production. Molte delle transazioni sono state ritardate o addirittura fermate. Tra l’altro tutte le caparre sono soggette a controlli per garantire la tracciabilità in ottemperanza delle norme di antiriciclaggio, questo ovviamente rallenta ulteriormente il passaggio ma senza dubbio elimina qualche voce di troppo sulla provenienza degli stessi.

E’ normale che dopo mesi di trattative le giustificazioni non producono più effetti, bisogna passare ai fatti. Se la cordata cinese di YongHong Li ha le mani legate dal governo cinese magari sarebbe meglio lasciar perdere, perché oltre al closing potrebbe avere enormi problemi anche nella gestione quotidiana del club e nel mercato. A breve avremo la risposta, nel frattempo ci concentriamo su Juve-Milan…


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