San Vincenzo proteggi questo Milan. Closing? Meglio concentrarsi a riconquistare l'Euorpa.

di Furio Fedele
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In attesa di fare chiarezza nella penombra che avvolge ormai da molto, troppo tempo, Casa Milan è meglio pensare agli obiettivi concreti. L’accesso all’Europa League si è nuovamente profilato all’orizzonte di una stagione ricca di alti e bassi. Dopo una fase «down» abbastanza sconfortante (doppia sconfitta contro Udinese e Sampdoria, bastava racimolare due pareggi e la classifica sarebbe stata totalmente diversa...) il Milan di Montella ha infilato una striscia più che positiva (13 punti in 5 partite) che lascia ben sperare in vista del lungo «sprint» di fine campionato. Basterebbe anche un solo punticino venerdì allo Stadium per non interrompere bruscamente una rimonta che, comunque, appare meno incisiva di quanto dicano i numeri perchè lì davanti la velocità-media è notevole: è vietatissimo perdere punti e colpi.

INVESTIMENTI. E dire che l’organico del Milan non appare certo del livello di quello delle principali pretendenti a un posto in Europa League. Il tecnico ha dovuto fare i conti con una doppia sessione di mercato (estate 2016-gennaio 2017) dove i suoi desideri e le sue indicazioni non sono mai state esaudite, se si fa eccezione per lo sfortunato e l’infortunato Mati Fernandez. L’ad Galliani ha fatto quello che ha potuto in condivisione con i presunti acquirenti cinesi... Nonostante le molteplici difficoltà causate non solo dall’impossibilità di poter investire i presunti fondi messi a disposizione dai nuovi padroni rossoneri ma anche dai risparmi (21 milioni di euro) innescati da una provvidenziale operazione di mercato come le dismissioni di Luiz Adriano ceduto in Russia. Il suo mega-stipendio lordo è stato messo a bilancio per fare fronte alla gestione del club. Quindi ancora una volta si è fatta di necessità virtù. È arrivato Deulofeu che, insieme a Pasalic, ha rappresentato la vera sorpresa in due sessioni di mercato non certo esaltanti.

MIRACOLO. Per fortuna ci ha pensato Montella a tirare fuori il meglio da elementi (Sosa, Vangioni, Gomez...) sicuramente poco incoraggianti al primo impatto rossonero. Il tecnico in questo momento rappresenta l’unica garanzia  in una situazione di grandi incertezze. Montella è stato capace, oltre a conquistare un trofeo importante come la Supercoppa d’Italia, anche di rivalutare l’organico del Milan che, in certi casi come quello di Suso, ha visto moltiplicare in modo esponenziale il valore delle singole quotazioni di mercato. Ma sperare in un miracolo-bis nella stagione 2017-2018 appare un esercizio di pericoloso ottimismo. E, infatti, è lecito sperare che la pericolosa «impasse» che sta attraversando l’Ac Milan venga risolta al più presto. Il mercato estivo, quello vero, va iniziato adesso, le basi non si possono porre in estate inoltrata.

CONTINUITÀ. Comunque, visto come si è sta sviluppando il sofferto cambio di proprietà, è necessario vigilare, come hanno giustamente evidenziato gli ultras della Curva Sud in occasione della partita contro il Chievo, sulla reale consistenza di chiunque voglia subentrare a Silvio Berlusconi e Adriano Galliani nella gestione del Milan. Anche perchè gli unici, veri padroni del club rossonero sono stati e saranno per sempre i suoi tifosi. Chi vuole prendere il comando del Milan deve essere in grado di farlo bene, benissimo, da subito. Senza «se» e senza «ma». Un consiglio: Montella è l’allenatore giusto al posto giusto...  


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