San Siro o Camp Nou? Cresce il Milan, cresce! Pippo Inzaghi intanto come 14 anni fa

di Carlo Pellegatti
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Siamo a metà del secondo tempo di Milan-Genoa. La squadra rossonera viene avanti con una manovra fitta, continua, asfissiante. I passaggi sono sempre precisi, i giocatori si muovono senza palla, il controllo della partita è totale. Ad un certo punto, durante la telecronaca su Premium Sport, mi è venuto spontaneo e naturale esclamare a voce alta: "Ma siamo a San Siro o al Camp Neu!?!". Ho volutamente ignorare lo sguardo tra lo sbigottimento e l’ironico dei colleghi, continuando  a godermi lo spettacolo offerto dai Ragazzi, sicuri, ispirati e ieratici in Paletta e Zapata, due difensori centrali che giocherebbero titolari in quasi tutte le squadre di Premier League, come del resto, ovviamente Romagnoli. E' un Milan sempre sottovalutato sul piano tecnico, ma oggi Suso e Deulofeu sono l'oggetto del desiderio delle più forti squadre europee, soprattutto  spagnole. "Caprice des Dieux" rappresenterebbe lo sbocco ideale per la manovra di ogni squadra che predilige il palleggio e il possesso palla, perché giocatore moderno, rapido, dal dribbling secco e vincente.

Suso è anche concreto in area e può garantire almeno dieci gol per stagione. Sempre belli e spettacolari. Con tutti i vincoli conosciuti, economici e formali, e per formali intendo la condivisione con Ses, credo si possa affermare che la campagna acquisti della sessione estiva e invernale sia stata condotta in maniera intelligente , puntando su giocatori dall’eccellente passato, che si erano magari un po’ persi nei meandri della loro carriera. Oggi il Milan può contare su due potenziali campioni, come i già sopracitati Deulofeu e Suso.

Su Sosa e Mati Fernandez, che aiuteranno  i giovani a crescere e in una rosa certo rafforzata, possono garantire buona qualità e ricambi efficaci  soprattutto se il Milan ,come si augurano i tifosi rossoneri, sarà impegnato in un doppio fronte, italiano e europeo, nella prossima stagione. Insomma si sta delineando una buona base, ma per calcolare l’area  serve anche l’altezza, cioè due o tre grandi giocatori, indispensabili per il lavoro di Montella. Piace sempre di più il giovane tecnico milanista, dalle idee chiare, dal crescente carisma, dalla forte applicazione, dalla giusta ambizione, dal forte orgoglio di guidare la squadra del suo cuore. Nessuno dimentichi sabato 18 marzo, perché forse abbiamo visto nascere un Milan nuovo, che ricorda anche un Milan vecchio, quello del totale possesso dell’azione, quello che comanda il gioco, proprio come desidera Silvio Berlusconi.

A proposito, sul closing è inutile sprecare righe. Sono già in tanti a ipotizzare, a informare, a sapere. Le due parti non parlano.  Aspettiamo dunque  gli eventi, le prossime ore potrebbero chiarire molto sul futuro del Milan.

Chiudo  con i complimenti a Pippo Inzaghi, che sta lavorando bene a Venezia. Ho visto la sua esultanza ,dopo la rete della vittoria a Bassano del Grappa, realizzata al minuto 94. Mi sono venute subito alla mente le sue corse, dopo ogni rete, la sua gioia che condivideva con i tifosi, gli abbracci con i compagni, il suo entusiasmo. Nulla è cambiato nello spirito di “Pippo Mio”. Quando l’ho visto impazzire dopo il gol ,a tempo scaduto, il mio cuore ha battuto forte. Sembra ieri ma sono passati quattordici anni , quando “Alta Tensione “tocca il pallone e supera il portiere dell’Ajax in uscita. Sulla linea tocca in rete Tomasson, ma il gol è stato sempre il suo, il gol che, insieme al rigore di Shevchenko, ha regalato la Coppa dei Campioni numero 6 alla bacheca del Grande, Vecchio Milan.


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