Sacchi-Dybala: juventini distratti. Bacca: nessuna grazia ricevuta. 200 milioni Closing e 200 milioni Guardiola. I derby estremi di Roma e Genova

di Mauro Suma
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Era appena finita Juventus-Porto e dopo partite del genere, dove tutto va per filo e per segno, le tv devono cercare di ravvivare e movimentare. E' accaduto anche su Premium, dove Arrigo Sacchi ha stimolato Dybala: "Sei un modello per i giovani, sei un grandissimo giocatore, perchè protesti sempre?". Il giovane bianconero non ha preso cappello, non ha fatto il permaloso e ha risposto alla domanda: "Verò, cercherò di trattenermi". Non sappiamo se ne sia stato informato Buffon che, nelle settimane successive a Milan-Juventus dell'andata, aveva teorizzato che protestare significa aver fame e voglia di vincere, tanto è vero che aveva fatto notare il portierone come sulla punizione di Pjanic di San Siro il Milan avesse protestato di più mentre i suoi compagni si erano "colpevolmente" allontanati da arbitro e addizionali. Ma al di là di questo, pensavamo che le torme di juventini urlanti e insultati sui social non si fossero lasciate scappare l'impasto "micidiale" della domanda "oltraggiosa" all'intoccabile, e spesso per terra, Dybala da parte del milanista Sacchi su uno dei canali, udite udite, dell'anticristo Mediaset. E invece i più rozzi fra i vari Angelini di turno hanno iniziato tutta una serata a inveire sulle sette Champions League della storia rossonera vinte, abbiamo appreso, non lo avevamo capito, dal 1963 al 2007, solo perchè Silvio Berlusconi era presidente del Consiglio, fatto notoriamente influente sulle dinamiche UEFA...soprattutto negli anni Sessanta e Ottanta...Lo stesso è accaduto dopo il sorteggio fra Juventus e Barcellona, gara che tutti gli italiani, anche interisti, milanisti, napoletani e giallorossi seguiranno certamente con amore per il calcio quando si saranno depurati dalle scorie del "modo" che ancor offende tutti e indistintamente. Proprio su JTV, il canale tematico della Juventus, oggetto nei giorni scorsi di una richiesta di scuse da parte dell'Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI), apparivano in onda quasi più messaggi ironici dei tifosi sulle inesistenti avversarie di Milan, Inter e Napoli nel prossimo turno europeo che di commento effettivo dell'abbinamento nei Quarti fra bianconeri e catalani. Del resto, non ci sono dubbi, Juventus-Barcellona è il presente della Champions League, ma non sarebbe un presente così mediatico e così importante se non avesse una Storia. E i numeri della Storia sono quelli, da lì non ci sono vie di fuga, non c'è mal di pancia che tenga: 7 - 3 - 2.

Abbiamo letto che Bacca è stato graziato. Più che graziato, è stato miracolato da Montella e Galliani che l'hanno trattenuto, altrimenti chissà cosa sarebbe accaduto. Male, come ha sottolineato Vincenzo Montella nell'immediato post-partita e anche lo stesso Pier Silvio Berlusconi qualche giorno più tardi. Pensavamo che Bacca meritasse almeno la stessa sanzione di Icardi dopo Juventus-Inter, partita nella quale, nonostante l'espulsione di Perisic avvenuta durante il recupero, Rizzoli ha chiuso la gara 10 secondi prima, al 93'50". Invece la discrezionalità riveduta e corretta di Massa (quanto poteva essere sereno dopo il gol di Pjanic dell'andata a San Siro? Perchè è stato messo in quella condizione?) e l'atteggiamento di sfida di Doveri probabilmente non sfuggito ai vertici arbitrali viste le ultime designazioni nei confronti delle proteste dei giocatori rossoneri, rimaste nella norma prima del fischio finale, potrebbero aver attutito il tasso di severità post-gara anche se non disponiamo della benchè minima controprova. Ma attenzione a parlare di Milan graziato: da Torino, i rossoneri sono comunque tornati, in vista di Milan-Genoa di questa sera, con 3 giocatori squalificati. A Bacca è andata bene, ma non a Sosa (il suo primo fallo non era assolutamente da ammonizione) e nemmeno a Romagnoli che dopo la marcatura vocale, stretta e sistematica, praticata per larga parte della gara dai giocatori avversari su arbitro ed assistenti, pensava di potersi almeno avvicinare all'arbitro per rivendicare un rinvio dal fondo al posto del calcio d'angolo erroneamente concesso alla Juventus dopo l'ultima deviazione di Bonucci nell'area di rigore del Milan. E invece no, ecco Romagnoli ammonito ancor prima di aprire bocca. A lui, almeno a lui, non era concesso. 

Duecento milioni di euro. E' la cifra all'ordine del giorno. Sono le prime due caparre versate da Sino-Europe Sports per l'acquisizione del Milan, non ancora seguite dalla terza. Su questa trattativa, sulla sequela di date, sulle varie tappe e il codazzo di illazioni, sospetti, sfottò che questa vicenda porta con sè da parte dei critici, degli avversari, ma anche degli stessi tifosi rossoneri, ci si è soffermati più volte. Eppure, se dall'interno di una vicenda così incandescente e così controversa, Fininvest ha ancora la determinazione di proseguire e la strepitosa capacità di incassare ogni tipo di spinta contraria, una ragione vera, consistente, effettiva, ci sarà. Restiamo però sui 200 milioni, anche se cambiamo completamente fronte. Duecento milioni, ovvero la montagna di euro fatta spendere al Manchester City da Pep Guardiola nel corso della scorsa estate di calciomercato. Eppure, niente Champions. Eppure, Campionato nella scia di un Antonio Conte e di un Chelsea che hanno speso infinitamente meno. E' la definitiva involuzione di Guardiola?
 

A Roma, il derby ha cambiato tutto. Prima della gara di andata di Coppa Italia, la stagione sembrava ormai definita per il calcio romano: Roma in grande spolvero dopo la vittoria di San Siro e pienamente in corsa per vincere almeno uno dei tre trofei per i quali era in corsa, Lazio alle prese con una stagione buona ma non esaltante. Le reti di Milinkovic e Immobile nel derby di andata delle Semifinali di Coppa Italia hanno letteralmente sradicato i rapporti di forza. Oggi la Roma è mezza e mezza, in cerca d'identità. La Lazio lanciata verso obiettivi impensabili a inizio stagione. Nel mezzo la campagna di Sky per la remuntada della Roma contro il Lione che ha fatto imbizzarrire i tifosi laziali. sul fronte Genova, invece, il derby di Marassi è stato il peggiore possibile per il Genoa. Dopo aver perso 2-1 all'andata giocando comunque una grande gara, i grifoni di Juric pensavano di prendersi la rivincita al ritorno in casa, dopo il recupero di Pavoletti. Invece sia Pavoletti che Rincon non ci sono più e il Genoa, che aveva cambiato Mister proprio per evitare di arrivare al derby da pulcino bagnato, ha subìto il gol di Muriel con la Samp che ha fatto come il gatto con il topo. Derby grigio, derby anonimo, ma tanto prima o poi segno. Così è stato per la Samp, così è salito in cattedra Muriel, con la stessa perentorietà con cui si era preso questo derby Milito, anni fa, dalla parte opposta della città. Il derby rilancia in chiave mercato le casse blucerchiate desiderose di fare cassa o con Muriel, o con Schick o con tutti e due, mentre il pulmann genono partito in anticipo verso Milano per dribblare la rabbiosa contestazione dei propri tifosi, è l'amara istantanea dell'altra parte.


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