Pescara e Palermo decisive più del derby nel campionato a 4 con Lazio, Atalanta e Inter

di Luca Serafini
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"Quando lo si vive come una seconda pelle, il Milan è un pensiero che ricorre (almeno) una volta al giorno". Un messaggio semplice e diretto a commento di una riflessione scritta in settimana su quei moltissimi tifosi disorientati, straniti dal futuro del club. Il tifoso non cambierà mai squadra per il semplice fatto che in mezzo alla tempesta, senza vedere vie d'uscita a breve termine, riesce sempre e comunque a trovare qualcosa cui aggrapparsi, la speranza e la fede anzitutto, il passato in seconda battuta. Certo è che questi mesi, anni di precario equilibrio della società e di avilenti risultati agonistici, hanno minato la passione di una moltitudine di milanisti, primi tra i quali quelli che allo stadio non ci vanno più.

 

Il fatto che in questa stagione invece la squadra stia facendo bene, senz'altro meglio che nelle ultime 3, se da una parte riaccende la fiamma, dall'altra non smorza e anzi insinua inquietudini sul futuro che riguardano la permanenza di quei pochi talenti ai quali ci si sta

affezionando: Donnarumma, Romagnoli, Locatelli, Suso, Deulofeu, lo stesso Bonaventura. Montella è stato abilissimo nel proporre alternative, non mettendo in disparte nessuno (a parte il poco spazio saggiamente concesso a Honda, perché c'è un limite a tutto) e riuscendo anzi a ridare ossigeno a giocatori che rischiavano di mummificare come Sosa e Mati, oppure altri diversamente destinati alla naftalina come Vangioni, Pasalic e dintorni. Montella il suo mercato se lo fa in casa, non aspettandosi regali più pregiati di Ocampos. Al momento fa bene: è più realista di chiunque altro.

 

Prima di pensare alla prossima puntata del closing più lungo della storia e al mercato estivo, converrà concentrarsi sul rush finale del campionato che potrebbe finalmente riportare in Europa, dopo la più lunga astinenza dell'epoca-Berlusconi. Pensiamo fortemente che, più degli scontri con le squadre che precedono i rossoneri in classifica, vada fatto fieno nella partite sulla carta senza storia come le prossime contro Pescara e Palermo prima del derby. Possono essere decisive se non portano 6 punti. Condizione, salute e determinazione sono le prerogative della formazione titolare, quindi inutile fasciarsi la testa per lungodegenti come Bonaventura e Abate o intoppi come quello di Suso.

Ormai da settimane il campionato riguarda soltanto 4 squadre: Lazio, Atalanta, Inter e Milan. La griglia Champions e quella delle retrocesse è già esaurita da tempo. Agli incroci può bastare difendere il bottino conquistati in rettilineo. Dunque, coraggio. Non si può sbagliare.

 

Torna Bacca al centro dell'attacco. Tra Deulofeu e Ocampos cambia lo spartito rispetto a Bonaventura e Suso, forse in meglio per il centravanti colombiano perché ha al fianco due compagni più offensivi e dunque più vicini a lui, che potrà scrollarsi di dosso un po' di pigrizia e dovrebbe avere in teoria maggiori rifornimenti. Di solito infatti è dalle fasce che il Milan ha maggiori risorse di gioco. Anche Bacca è tra color che son sospesi rispetto al futuro. Queste ultime tappe dovranno chiarire molte cose almeno rispetto a chi un contratto ce l'ha già.


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