Per l'Europa non c'è più margine di errore. A Pescara è emersa la vera forza di Gigio. Prende forma l'area sportiva del nuovo Milan: in arrivo D'Ottavio

di Pietro Mazzara
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Vincenzo Montella ci aveva visto giusto ancora una volta. Quando l’allenatore del Milan avverte che il livello della tensione mentale della sua squadra è in fase discendente, lo sente, lo percepisce e, in qualche modo, lo esterna anche pubblicamente nella speranza di ottenere una reazione. Sa fiutare l’avversità Montella, come quando dopo la vittoria in campionato sulla Juventus, avvertì tutti che la trasferta di Genova con il Genoa sarebbe stata dura. E infatti i rossoneri tornarono con un pesante 3-0 sul groppone. Lo aveva snasato prima di Udine e prima della Sampdoria, e puntualmente sono arrivate due sconfitte così come prima di Pescara. Ora, è vero che il pareggio è arrivato a causa di un infortunio di Donnarumma sul retropassaggio insidioso di Paletta, ma è altrettanto vero che i valori tecnici delle due squadre sono su due livelli completamente differenti ed il Milan, da ieri, si mangia le mani perché l’inatteso KO dell’Inter con la Sampdoria sa di beffa. Vincendo a Pescara, i rossoneri avrebbero scavalcato di un punto i cugini, mentre ora ne leggono la targa a una sola lunghezza. Sarà vitale vincere con il Palermo per poi andare all’assalto dell’Inter nel derby, che assume un valore inestimabile in termini di classifica, ambizioni e stima.

Ha fatto bene Marco Storari, lunedì sera, a ricordare come Gigio Donnarumma abbia saputo reagire all’errore che ha portato all’autogol di Paletta. Una palla velenosa, quella dell’argentino, che Gigione non ha controllato al meglio, è vero, ma dopo si è saputo riprendere al volo proprio con quella fase fondamentale, che Alfredo Magni allena quotidianamente. Qualche buon tempone, dalla memoria lunga sulle negatività milaniste, si è subito affrettato nel tirar fuori l’errore che Gigio fece nella gara d’apertura della Viareggio Cup 2015 contro il PSV Eindhoven, ovvero un’era geologica fa a livello tecnico. Donnarumma ha una grande dote, che in molti ancora non si spiegano nonostante la giovane età: sa farsi scivolare tutto addosso nello stesso momento in cui l’episodio negativo accade. È una dote di natura, non è né presunzione né troppa convinzione nei suoi mezzi. Gigio è così, è una sicurezza per tutti e i suoi compagni hanno dimostrato la grande fiducia nei suo mezzi così come lui ha dato tranquillità ogni qual volta è stato chiamato in causa. A volte, la sua precocità, ci fa dimenticare che ha appena 18 anni e che i suoi margini di miglioramento sono ancora molti.

Intanto prende forma l’area sportiva di quello che sarà il nuovo Milan post closing. Oltre a Massimiliano Mirabelli, che agirà come direttore sportivo con una presenza importante al fianco di Vincenzo Montella, ci sarà anche Antonio D'Ottavio, ex capo scout del Torino, già al Sunderland con Mirabelli. Toccherà a lui, insieme al futuro ds milanista, succedere alla struttura che, fino ad ora, fa capo a Rocco Maiorino ed è attualmente composta da Paolo Tremolada ex braccio destro di Braida che agirà anche lui nell'area europea. Per il Sud America, come detto, è stato scelto Sasà Monaco, cresciuto alla scuola di Pietro Lo Monaco e molto stimato in società. Per quanto riguarda lo scouting under 16, la figura di riferimento è quella di Mauro Bianchessi, da anni a caccia di talenti per il settore giovanile rossonero


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