Pareggio e brutta figura senza alibi a Pescara. Ma la "buona stella" di Montella si chiama...Inter

di Furio Fedele
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Male, molto male. Ci risiamo: l’operazione di scavarsi la fossa del settimo posto era già riuscito un anno fa a Christian Brocchi appena subentrato a Mihajlovic. Ma un altro risultato, addirittura più clamoroso, ha improvvisamente rimesso in carreggiata i rossoneri. La Sampdoria ha espugato San Siro consentendo al Milan di guadagnare addirittura un punto
sul sesto posto. Anche se non c’è da esaltarsi, anzi. Il sesto posto è assai scomodo perchè costringe a un doppio turno preliminare che rovina tutta l’estate. Impedendo di partecipare alla ricca tournèe che frutterebbe, sia all’Inter che al Milan, un «bonus» di 3 milioni di euro. Comunque, tornando all’«Adriatico», il pareggio di domenica pari è paragonabile alla peggiore delle sconfitte, ha sancito la più brutta e inverosimile partita dell’era-Montella. Sbagliato l’approccio, non si è
trovato niente di meglio che incolpare i goffi Paletta e Donnarumma. Ma il pasticcio confezionato dai due non si è materializzato all’ultimo secondo di gioco. Anzi, il Milan è stato bravo, si fa per dire, a medicare la tremenda e beffarda ferita già nel primo tempo. Restavano ancora i 45 comodi minuti della ripresa dove c’era tutto il tempo per tentare di
acciuffare 3 punti determinanti.

DOPPIA PUNTA. Che il Milan visto all’«Adriatico» non fosse quello abituale (4 vittorie e un pareggio nelle ultime 5 partite disputate) si era subito capito dall’approccio contro l’ultima della classe. Reduce, a sua volta, da 4 sconfitte consecutive. La cura-Zeman sembrava avesse perso la sua efficacia... Invece a rinvigorire gli abruzzesi ci ha pensato lo scialbo
Milan. Il doppio erroraccio di Paletta e Donnarumma è stata la logica conseguenza. Poi, però, ci ha pensato lo stesso Montella a rendere ancora più avvilente un pomeriggio di basso profilo. Nel momento in cui il Pescara aveva perso lo smalto (niente di speciale, sia ben chiaro...) del primo tempo, il tecnico ha cambiato Bacca con Lapadula. Al fischio di
chiusura manca ancora più di mezz’ora e, come è giusto ribadire, la squadra di Zeman si stava accontentando di un pareggio che, ottenuto contro il Milan, valeva quanto una vittoria.

COMPLICAZIONI. Quindi la situazione è più che mai complessa. Come se, di questi tempi, non ce ne fossero già abbastanza di complicazioni a Casa Milan. Fra 10 giorni, finalmente, sapremo quale esito avrà avuto il closing. Finalmente si materializzerà il «fantasma» di Mr. Li che prima però, dovrà bonificare 190 milioni di euro extra-prestito. Non dovrà
attendere, però, il 13 aprile ma sarà necessario anticipare di qualche giorno perchè poi, entro il 14, arriveranno anche altri 180 milioni di euro. Quelli garantiti da Elliott Management a completare il prestito di 303 milioni di euro che Mr. Li dovrà saldare in un’unica soluzione entro 18 mesi dall’erogazione da parte del fondo americano. Ma fra le tante, giustificate, garanzie pretese da Elliott Management non è da sottovalutare quella di poter rivedere il Milan almeno in Europa League.
Ma, dopo aver fatto l’en-plein di punti nel girone d’andata, il Milan non deve più perdere punti contro le retrocesse. Un anno fa sui 18 punti disponibili fra andata e ritorno i rossoneri ne collezionarono solo 7, due nelle ultime decisive partite...


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