Paletta e Donnarumma come Coppi e Bartali, ma Gigio è stato fortunato perché la perfezione porta al manicomio. Non voglio la Milexit!

di Carlo Pellegatti
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Nell’ufficio di Candido Cannavò, storico Direttore de “La Gazzetta dello Sport”, alle sue spalle campeggiava una delle fotografie più celebri dello sport italiano. Protagonisti Fausto Coppi e Gino Bartali, con una borraccia d’acqua  che si stavano passando o che si erano appena passata. Siamo  nel 1952,  sul  passo del Galibier, verso la terribile Alpe d’Huez. Coppi, in maglia gialla, ha alle sue ruote il rivale di mille battaglie, Bartali, ma i due Campioni, stanchi e assetati, dimenticano ogni rivalità e si passano la borraccia. Una delle domande dei tifosi di 65 anni fa, ma sempre attuale, non ha mai avuto risposta. Chi passò la borraccia, chi aiutò il rivale, con splendido gesto sportivo?  Un‘altra immagine, ma che non passerà alla storia perché, per fortuna, non siamo in una Finale di Champions League, sta dividendo i tifosi di calcio, questa volta.

In primo piano Gianluigi Donnarumma, con la palla che gli ha beffardamente superato il piede proteso, sullo sfondo la piccola figura di Paletta, con lo sguardo preoccupato. Chi ha sbagliato? Risposta ardua, molto ardua. Certamente il difensore avrebbe dovuto appoggiare verso il suo portiere un pallone meno violento e soprattutto non verso la linea di porta. Da parte sua, Supergigio  avrebbe potuto  essere più efficace nel controllare quella palla avvelenata. Nel gioco delle percentuali non voglio entrare, ma Donnarumma è stato paradossalmente fortunato. Una volta, forse in un libro di uno dei miei scrittori  preferiti, Carlos Ruiz Zafon, ho letto che la perfezione porta direttamente al manicomio. Quindi ,dopo settimane di grandi interventi, di prodigiose parate, il nostro amato “Zeus Ammone l’Oracolo “,quello che trasforma l’area in un’oasi miracolosa, con l’acqua fredda a mezzogiorno, calda  a mezzanotte, non è stato perfetto. Meglio, perché lo vogliamo sempre a Milanello e non in luoghi più tristi, sorridente, positivo, leggero, audace e sicuro, come se non avesse mai incontrato quella buca sulla strada della sua vita sportiva ,una strada che conduce non al manicomio, ma  direttamente sull’empireo platonico.

Un altro dibattito d’attualità riguarda la opportunità che il Milan giochi in Europa League, manifestazione che, per molti, tanto prosciuga sul piano della condizione fisica e della tenuta mentale. Io non ho dubbi. Voglio l’Europa, voglio tornare a giocare in campo internazionale, con la stessa forza, con lo stesso entusiasmo di quei ventimila tifosi che il 23 maggio  1987 avevano accompagnato i Ragazzi nell’epico e mai dimenticato spareggio di Torino, contro la Sampdoria. Una vittoria, che ha permesso al Milan, da otto anni fuori dall’Europa ,di conquistare un posto in Coppa Uefa. Ovviamente il preliminare, in caso di sesto posto, non permetterebbe al Club rossonero di partecipare alla ICC, perdendo senza penale, qualche milione per la mancata presenza nella manifestazione. Mi auguro, anzi deve essere così, che gli eventuali nuovi proprietari non rimpiangano, più di tanto, il mancato piccolo gruzzolo  incassato, per esempio, per il derby di Nanchino, perché allora sì ci sarebbe da preoccuparsi. 

Siano felici  piuttosto di rivedere una delle griffe più celebri della Storia, negli stadi d’Europa. Sul piano tecnico, non credo che una partita in giro per gli   Usa o la  Cina  possa creare  meno problemi ,in vista della nuova stagione, rispetto a una trasferta a Mosca, Limassol o Goteborg. Anzi mi sembra proprio il contrario.  La nuova proprietà ,se la trattativa andasse in porto, dovrebbe costruire una rosa che possa permettere una intelligente gestione delle  tre manifestazioni, Campionato, Coppa Italia e Europa League. Se i belgi del  Genk ,impegnati nel terzo turno dei  preliminari, lo scorso luglio, sono arrivati fino ai quarti di finale, dove affronteranno  il Celta Vigo, non vedo come non possa arrivarci un Milan dalla rosa ricca. Molti tifosi intanto  sono già pronti ,in caso di qualificazione a programmare le vacanze a seguito dei Ragazzi, a luglio, o meglio a agosto, su una spiaggia di Cipro o tra le guglie di San Basilio o ancora davanti a un boccale di birra in un pub di Dublino. Insomma, Forza Ragazzi, ancora otto partite per evitare un’altra amara Milexit.


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