Montella, da aeroplanino a caccia bombardiere: il mister guida la rivolta contro le urla anti-Milan. Closing: siamo nella settimana della storia, con buona pace di tutti

di Pietro Mazzara
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Volevo dedicare questo editoriale alla settimana del closing, a quei giorni che tra mercoledì e sabato porranno fine all’epopea Berlusconi per far iniziare quella targata Sino-Europe Sports, ma quello che è accaduto ieri a Reggio Emilia mi ha fatto cambiare la scaletta di questo pezzo. Davanti all’ennesimo attacco mediatico che ha subito il Milan per le decisioni arbitrali, non si poteva e non si doveva stare zitti. Si perché fino ad oggi è stato troppo facile sputare sentenze contro questa squadra quando qualche episodio è stato favorevole – non lo nascondiamo mica – mentre si è fatto quasi del negazionismo sugli episodi a sfavore, facendoli passare quasi in sordina. Eh no, questa volta no. Il “J’accuse” nasce dall’atteggiamento di Eusebio Di Francesco e di quello dei suoi giocatori durante tutto l’arco della partita. Uno sbraitare continuo contro ogni decisione di Calvarese, sia a favore sia contro. Per un girone intero abbiamo sentito le parole dello stesso allenatore e di Squinzi fare riferimento alla partita di San Siro come la scusa dei mali nero verdi mentre contro altre avversarie, il silenzio più totale. Lo stile Milan ha spesso imposto il silenzio su queste vicende, ma davanti all’ennesima cannonata frontale da parte di chi dovrebbe guardare con sommo rispetto cos’è stato e cos’è tutt’ora il Milan, non si poteva stare fermi.

Di Francesco parla di quattro episodi e di come il rigore del Milan dovesse essere tramutato in una punizione a due a favore del Sassuolo. Bene, benissimo, tutto giusto se non fosse che Acerbi stava controllando da molto vicino il punto di battuta di Bacca, che commette si un’infrazione, ma il gioco doveva essere fermo previa ripetizione del rigore. Quindi, quando si alzano i toni, quando si va a muso duro con un addetto stampa della squadra avversaria, quando si proferiscono certe cose, sarebbe anche il caso di pensarci prima, visto che Berardi, dopo il giallo per simulazione, ha goduto di immunità da secondo giallo che poteva scattare in almeno 2-3 circostanze. Ha fatto bene Montella ad evolversi da aeroplanino a caccia bombardiere davanti allo stillicidio di parole e gesti perpetrato ai danni del Milan. E’ giusto che la nuova società si faccia sentire quando ci saranno determinate situazioni, senza sbraitare e senza perdere lo stile, ma passare per signori fessi anche no.

Finito il papello accusatorio, qualche riga sul closing di venerdì. Stiamo per assistere ad una cosa storica, che chiuderà 31 anni di presidenza Berlusconi e altrettante pagine della vita di ognuno di noi che segue il Milan, in base alla propria età anagrafica. Venerdì si alzerà il sipario in via definitiva su Sino-Europe e sui suoi membri, sui finanziatori e sugli investitori, in modo tale da seminar via ogni dubbio su chi cercherà di fare nuovamente grande il Milan. Con buona pace dei negazionisti. Huarong, Haixia, Yonghong Li e altri nomi ormai divenuti familiari, da venerdì, diventeranno parte di noi come lo sono stati quelli di Berlusconi, Galliani, Braida, Barbara e tanti altri.


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