Juve, Allegri, Montella, arbitri: parliamo di tutto ma non di closing

di Luca Serafini
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È molto cambiato, Max Allegri: dall'altra parte della staccionata si possono lanciare frecciatine al curaro, una volta era lui a imbufalirsi. Quando sei martello dai, quando sei incudine stai. Ha imparato la lezione. Del resto non è facile nascere Montella. Stupisce sempre e in meglio, anche negli atteggiamenti: il dopo-partita di venerdì sera scorso è stato esemplare, impagabile. Era difficile mantenere i nervi saldi dopo aver perso una partita in quel modo, perché dominata o no dagli avversari al 94' passato era 1-1. Non stiamo a riaprire il discorso perché nell'ultima settimana gli sproloqui sono stati troppi e insopportabili ambo i lati. Vorremmo chiuderlo però con una solenne risata rispetto a quella bufala degli spogliatoi rasi al suolo dalla rabbiosa squadra rossonera. Non esiste al momento uno straccio di foto o di video (eppure oggi con gli iPhone avrebbe potuto immortalarli qualsiasi magazziniere) che la certifichi. Se si tratta di prendere a calci le panche di legno o di scrivere una fesseria sui muri - o su 2 poster che nemmeno dovrebbero essere appesi -, alzi la mano chi gioca a pallone e non lo abbia fatto almeno una volta in vita sua. Dagli aziendali alla Champions. Quindi chiudiamo anche questa penosa parentesi.
Per il resto al Milan resta la consapevolezza di poter giocare fino a maggio per un posticino in Europa, quale esso sia. Come si pensava, non sarà tanto negli scontri diretti che si decideranno i giochi quanto contro le avversarie che stanno dietro. Come il Genoa, contro cui è bene ricominciare a fare punti da subito. Bacca ha segnato un gol strepitoso a Torino (finalizzando un'azione di contropiede finalmente esemplare), ora ci piacerebbe toccasse a Lapadula. Si avvicina a grandi passi il momento di fare delle scelte precise per il futuro e, benché condizionate dall'evoluzione della fiction cino-brianzola, le valutazioni tecniche e comportamentali avranno un peso comunque decisivo. Oltre agli ingaggi e alle eventuali opportunità di mercato (in uscita, al momento).

Per il resto, è evidente, noi giornalisti come voi tifosi disinformatissimi sul closing, non possiamo che attendere insieme lo scorrere dei titoli di coda. Di fine serie o semplicemente della prossima puntata. Questo mistero tragicomico sembra appassionare tutti più di qualsiasi Young Pope e di qualsiasi Old Lady. Tutti i non milanisti però, loro non sono appassionati: sono anzi stremati e disgustati. 


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