Il ritorno in Champions passa dall'Europa League. Montella è, finalmente, l'allenatore giusto al posto giusto

di Furio Fedele
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Da quest’oggi inizia la nuova era cinese, preceduta dalla goduria di un derby da catalogare fra gli «indimenticabili». Ma adesso inizia la fase più difficile ma anche affascinante che potrebbe vedere protagonisti proprio i nuovi padroni. Il ritorno in Europa (anche se solo di seconda fascia...) dopo 3 anni di astinenza rappresenta già un enorme passo in avanti per una club che stava sprofondando nell’anonimato più assoluto. Per assurdo la folle corsa (iniziata il 13 dicembre 2014 con le prime avvisaglie mediatiche di Mr. Bee) verso la cessione del Milan ha contribuito a conquistare le prime pagine mediatiche di mezzo mondo sfruttando l’onda lunga, lunghissima di una visibilità senza precedenti. BILANCI. Adesso, però, per continuare ad avere una vetrina stimolante e luccicante, è necessario ribadire sul campo una notorietà che dovrà nuovamente attirare nuovi e, soprattutto, vecchi tifosi, sponsor e, questa la novità assoluta, azionisti di pregiata sostanza. Il mecenatismo berlusconiano ha retto fin troppo. Quando si è trattato di dover fare i conti senza il paracadute consenziente e silente di Fininvest, il Milan è iniziato a precipitare. Sicuramente l’augurio è quello che il prossimo derby ufficiale non debba più essere circoscritto alla miseria del sesto posto. Conquistarlo alla fine del campionato a spese dell’Inter avrebbe, però, un significato importante e inedito: i soldi, anche nel calcio, non sono tutto. La differenza, in questo momento, la sta facendo il...manico. Basti pensare la diversità degli ultimi due mercati di Inter e Milan. MONTELLA OK. Sicuramente Vincenzo Montella ha confermato di essere un ottimo allenatore. Scelto, in tempi non completamente sospetti, proprio da coloro i quali sarebbero poi diventati i nuovi padroni del Milan. Nel giugno 2016, infatti, Silvio Berlusconi e Adriano Galliani avevano idee differenti su chi avrebbe dovuto comandare il Milan. Brocchi (Berlusconi) e Giampaolo (Galliani) sono stati superati in extremis da Montella suggerito e sostenuto dal neo ad Marco Fassone. L’ultima volta in cui la panchina fu in ballottaggio, accadde nell’estate 2009 quando, appena congedatosi Ancelotti inviso al numero 1 rossonero, la scelta cadde su Leonardo. La scommessa anticipata di Allegri (spinto da Berlusconi...) e la riconferma (con un anno di contratto ancora da rispettare) di Ancelotti da parte di Galliani avevano caratterizzato diverse settimane di discussioni. RICONFERMA. Quindi questo Milan non può e non deve fare a meno di Vincenzo Montella. Anche se il tecnico intende mettere a fuoco, da subito, la sua situazione perlustrando il reale gradimento che il suo nome ha presso la nuova proprietà. Gradimento che non può e non deve essere manifestato solo da sincere pacche sulle spalle e applausi a scena aperta. Montella pretende almeno due garanzie: chiarezza sugli obiettivi della stagione 2017-2018 e, di conseguenza, una adeguata campagna acquisti. L’ad Fassone presentandosi venerdì scorso a Casa Milan ha parlato chiaramente di un ritorno praticamente immediato (nell’edizione 2018-2019) in Champions League. Approfittando anche del doppio «slot» concesso dall’Uefa in Italia con i 4 posti fissi e sicuri per l’Italia. Ma, come si può notare in questo campionato, anche arrivare quarti in Serie A non è più così semplice..
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Lunedì 29 Maggio
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