Il fine (i tre punti) giustifica le nuove scelte di Montella: per arrivare in Europa non servono più troppi fronzoli

di Carlo Pellegatti
articolo letto 22661 volte
Foto

A metà del secondo tempo, mentre  raccontavo  la partita del Milan, ho pensato a mia figlia che, a casa, stava studiando il Principe di Niccolò Macchiavelli. E’ un opera che avevo approfondito al “Manzoni“ tanti anni fa, passando un intero trimestre su ogni capitolo scritto dal fondatore della moderna scienza politica. Nel capitolo numero 18 si legge: ”Nelle azioni… massime dei principi… si guarda al fine. Per vincere e mantenere lo stato, i mezzi saranno ritenuti onorevoli e da ciascuno laudati”. Anch’io lodo le decisioni dell’allenatore rossonero, che dopo un primo tempo sontuoso, sceglie una tattica  accorta e uno schieramento compatto. Chiaro e condivisibile il motivo. Perdere  ancora punti dagli avversari, tutti vittoriosi, sarebbe stato quasi fatale per le ambizioni europee del Milan. Era necessario dunque “vincere e mantenere lo stato”, insomma blindare il risultato, figlio di un primo tempo molto bello sul piano tecnico. 

A livello di eleganza e stile, una splendida pagina di calcio, contro una squadra ,la Fiorentina, che ha collaborato con il suo atteggiamento sempre propositivo a regalare al pubblico di San Siro uno spettacolo divertente.

“Quanta è bella giovinezza” sembrava recitare Montella ,citando Lorenzo il Magnifico . Poi è entrato negli spogliatoi, ha risposto il libro del Medici , ha tolto dall’armadietto “Il Principe” di Macchiavelli e ha dato istruzioni ai suoi Ragazzi. In campo è entrato  un Milan pragmatico, forte, sicuro concentrato con un solo obiettivo, difendere la porta del giovane portiere, ormai sempre più bravo a  regalare una  totale sicurezza ai suoi compagni. Nell’unica sbavatura  difensiva,Sanchez sfiora la rete, ma poi la reazione immediata dei Montelliani porta Abate a  presentarsi solo davanti a Tatarusanu.

A fine partita bene ha parlato il sempre lucido allenatore milanista, quando ha ricordato le difficoltà naturali che avrebbero potuto  condizionare la prestazioni del suo Milan , privo di cinque nazionali, nei ruoli chiave della squadra. Non è una scusante, ma solo una giusta e doverosa  considerazione quando si esamina l’atteggiamento  milanista contro una delle Grandi del campionato. Passato l’ostacolo Fiorentina,   il Milan è atteso da un compito gravosissimo. Affrontare il Sassuolo  al Mapei Stadium, che ,come l’altro ..Stadium, non ha mai visto i rossoneri, bravi a espugnare Allianz Arena, Old Trafford, Camp Nou o Santiago  Bernabeu, conquistare i tre punti.

Hanno perso partita e  …posto Allegri, Inzaghi e  Mihajlovic nelle forche caudine dello stadio di Reggio Emilia. Montella deve sfogliare un altro libro. Non c’è da sospirare per la Donna Angelicata, non sarà sufficiente  ispirarsi alle opere del Macchiavelli,  ma deve cominciare a studiare “il Libro dei Cinque Anelli” di Miyamoto Musashi  e “L’arte della guerra” di Sun Tzu, due libri sulle strategia militare. I guerrieri rossoneri sono ben motivati, formano un gruppo solido e unito negli intenti. Ma non è sufficiente . E’ fondamentale che Montella  studi strategie nuove , perché solo  così si può tentare di sconfiggere le trappole e  le insidie di Berardi e Di Francesco, capi  della temibile tribù degli  “Eatrainers”..


Altre notizie
Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI