I closing di Montella: la Juve e l'Europa

di Luca Serafini
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L'alluce in acqua per sentire se è fredda, il Milan ce l'ha. Il bagnasciuga dell'Europa è lì, frange i flutti tra Atalanta Inter e Lazio, ma i rossoneri sono vicini e pronti a rituffarsi nel mare che più amavano e non vedono ormai da troppo tempo. Oggi è soavemente inebriante la brezza per poter pensare alle nuvole o al tramonto, la voglia di tornare a nuotare nelle acque europee è così grande da non avere il tempo di proeccuparsi del costume troppo corto. Qualcuno però presto o tardi dovrà pur pensarci. Qualcuno dovrà occuparsi dell'ipotesi che il tempo cambi, che un'ondata ti lasci a riva o ti scaraventi seduto sulla sabbia. Dovrà occuparsi casomai anche della possibilità di scalzarne una già immersa fino alla vita e di prendere il suo posto, con l'idea di restare a galla anzi nuotare fin dove sarà possibile. Il finale di campionato è più che mai nelle mani del Milan: deve fare strike contro squadre ormai appagate e senza patemi di classifica, racimolando quanto più possibile negli scontri diretti che sarà fondamentale soprattutto non perdere. Dopo di che la qustione sarà attualissima.

 

In concreto, Montella con chi parla del futuro? Con Galliani, ha risposto di recente. E' lui il suo riferimento quotidiano, com'è normale che sia. Che risposte può dare in questo momento l'ad in merito a staff, mercato, squadra, progetti per giugno (mancano 2 mesi e mezzo)? Può solo segnare sul taccuino. Eppure la questione sportiva è incombente come e più di quella societaria, perché il calendario e le scadenze non possono slittare come i closing: le partite vanno giocate e questa sera ce n'è una vitale a Torino. Il grande merito dell'allenatore è stato quello di portare il Milan a primavera a giocarsi le sue carte con maggiore convinzione e - in apparenza - maggiori possibilità rispetto al recente passato. Il che può significare che l'intelaiatura in questo momento è meno peggio di quanto ci si aspettasse, ma in ogni caso perfettibile di grandi, sostanziali miglioramenti e comunque certamente labile contrattualmente, come vedremo.

 

Donnarumma, anzitutto. Raiola fa i suoi interessi, quello dei suoi assistiti, è il suo mestiere e lo esercita anche molto bene fino a prova contraria, antipatico o simpatico che risulti. Il ragionamento è chiaro e semplice, quasi disarmante: se ci sono strategie, obiettivi e ambizioni parliamone, altrimenti si ficcherà in piatti più ricchi. Dagli torto... Cinesi o chi per loro devono decidere alla svelta, a prescindere, se investire su un portiere che può indossare questa maglia per i prossimi 20 anni o realizzare una cifra che consentirebbe di prenderne un altro meno giovane e magari pure un difensore di livello.

De Sciglio, Paletta e Zapata sono infatti, in ordine crescente, le altre questioni da affrontare in tema di uscita e nel caso andranno sostituiti, immaginando che Gomez, Abate, Calabria, Antonelli (come

sta?) e Vangioni rimangano sul carro a meno di improbabili offerte allettanti.

 

Le note dolenti riguardano il centrocampo, dove è vietato inammorarsi di due mezze partite di Sosa, un golletto di Pasalic, magari una imprevedibile primavera di resurrezione di Mati. Guai a illudersi. Come dopo gli sporadici lampi di Poli. Servono qualità e sostanza di ben altra levatura, per carità. Bonaventura e Locatelli, anzitutto, poi comunque Montolivo blindato dal fresco rinnovo. E Kucka, sul conto del quale non si facciano programmi: ha un buonissimo mercato ed è un altro potenziale agnello sacrificale. Quindi? Quindi basta fare i conti: per salpare e navigare serviranno almeno 3 nuovi, al posto di almeno 3 vecchi. Così il vascello non imbarcherà acqua.

E' chiaro come né Bacca né Lapadula entusiasmino Montella per le sue idee di calcio. Aggiungiamoci la precarietà contrattuale di Deulofeu e Ocampos, il quadro è completo. Anzi, totalmente incompleto rispetto ai conti da fare tra poche settimane. Discorsi prematuri? Forse. Però a chi sta più a cuore il ritorno di un Milan competitivo in Italia e in Europa interessa sempre prima la squadra rispetto agli sdrucciolevoli closing.

Ora c'è la Juve, per un'impresa che potrebbe dare più senso e più corpo a questi pensieri. Il futuro e ciò di cui parliamo non sono poi così lontani.


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