Ecco l'anno zero. Tutta la verità, una sola verità. Il destino del Milan non può più attendere

di Furio Fedele
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Milan Anno Zero. Dal 3 marzo sarà tutta un’altra storia. Siamo ormai ai titoli di coda dell’epopea berlusconiana. Anche se c’è chi aspetta i fuochi d’artificio di Silvio Berlusconi che ha (volutamente) disertato l’ultima sfida a San Siro, contro la Fiorentina, per congedarsi da quello che può essere considerato al pari di un figlio. Una creatura che il presidente rossonero ha ereditato, gracile e malnutrito, in un’aula di tribunale. Ma in pochi anni l’ha rinvigorita, l’ha resa vincente a sua immagine e somiglianza. Si cambia in maniera radicale, totale, epocale. Lo stato maggiore rossonero verrà azzerato. Almeno così sembra... I nuovi arrivati dovranno subentrare in corsa, con l’obiettivo di riportare il Milan almeno in Europa League.

   STEP BY STEP. Bisognerà fare bene e in fretta. San Siro, Milanello, il Mondo Milan costellato da milioni di tifosi sono territori difficili da perlustrare, immensi nella loro complessità soprattutto quando le cose non vanno bene. Bisogna fare attenzione: la pazienza ha sempre un limite. Il Gruppo Suning si è presentato alla «Pinetina» ostentando una ricchezza incredibile a disposizione del club nerazzurro. Poche le parole, ma molti i fatti.. I milanisti non sono più disposti a tergiversare, a illudersi per poi essere delusi. La carestia di risultati ha inaridito una parte della passione rossonera. Che, però, può rifiorire più che mai rigogliosa se alimentata da opere di bene e i conseguenti risultati che possono e devono fare la differenza. Il tempo stringe, nel calcio è quasi sempre tiranno. A maggior ragione se ci si cala in una situazione già complessa e contaminata da molte, troppe contraddizioni.

   ADDIO. Quindi si sta per chiudere un epoca importante, vincente, esaltante che anche in vista dello striscione dell’ultimo chilometro ha riservato un risultato eccellente, quale la conquista della Supercoppa di Lega italiana letteralmente strappata dalle mani della Juventus che già pregustava il successo. Questo Milan ha avuto sempre 7 vite, non si è mai dato per vinto. Questo spirito è stato sicuramente alimentato da un gruppo di campioni, rigeneratosi sempre con il passare degli anni, che, però, ha avuto nella società (Berlusconi&Galliani) un marchio di fabbrica solido, indelebile, importante. Il dovere della nuova dirigenza sarà quello di acquisire subito, in tutti i modi, il dna rossonero necessario per vivere al meglio la nuova esperienza.

   PROBLEMI. Calarsi in un’azienda dopo 31 anni dominati da un’unica forte e vincente proprietà non è facile per nessuno. A maggiore se questa azienda fa parte di un mondo complesso e spericolato come quello del calcio. Dove è certamente difficile l’inserimento in corsa con l’aggravante che non c’è la possibilità di sterilizzare e isolare per un lungo periodo l’ambiente per una radicale ristrutturazione. Allenamenti, partite, gioie, dolori e, soprattutto, il continuo e incessante talk-show settimanale si alternano senza sosta. Con i tifosi, i veri padroni dei club di calcio, insindacabili e spietati giudici. Fra una settimana, fra l’altro dovrebbero essere «visualizzati» i 320 milioni di euro che porteranno a buon fine il closing. Ma da quel momento il gioco si farà veramente duro... E in questi casi i duri devono saper giocare... 


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