Dybala chi? L'ex "carusu" si sciacqui la bocca prima di fare la morale al Milan. Massa? E' Messina ad aver commesso l'errore più grande. Gigio Capitano subito

di Pietro Mazzara
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Quando Paulo Dybala parla dei milanisti che da sei anni cercano di sminuire la Juventus, viene in mente subito una cosa: è stato educato bene. Ma il piccolo Paulo, giocatore meraviglioso, dovrebbe anche imparare a tenere a freno la lingua quando parla del Milan e dei milanisti, perché quando lui veniva al mondo, ovvero il 15 novembre del 1993, il Milan degli Invincibili era reduce da una vittoria in un derby e prestava ¾ della sua rosa alle nazionali, tra le quali quella italiana, per gli impegni internazionali. Il piccolo Paulo, forse, dovrebbe portare un po’ più di rispetto verso chi lo ha cercato nell’estate del suo approdo alla Juve. Insomma, sentirsi fare la morale da un “carusu” – termine che dovrebbe essergli noto visti i suoi trascorsi a Palermo dove, puntualmente, prendeva sberle sportive a destra e sinistra – che si è sentito gallo per una notte. E deve solo ringraziare la fortuna di aver saputo dare più potenza al fantasioso rigore che l’accoppiata Massa-Doveri ha concesso ai bianconeri, visto che Donnarumma aveva intuito lato e traiettoria e, per poco, non ha servito il bis di Doha. Ah già, Doha, come dimenticare. Come dimenticare quegli undici metri in cui il giocatore più osannato dall’Al-Sadd Stadium è stato ipnotizzato dal vero Fenomeno che c’era in quel quello testa a testa. Si, perché il vero Fenomeno, oggi, è quello con la maglia numero 99 del Milan e che risponde al nome di Donnarumma Gianluigi, che anche venerdì sera allo Stadium ha fatto vedere chi è il più forte in circolazione. Ah, dimenticavo: caro Paulo, se solo arriverai a vincere 1/10 di quello che ha vinto il Milan da quando sei venuto al mondo o di quando gattonavi, forse ti potrai sentire soddisfatto.

E ora veniamo al piatto clou, all’errore degli errori. Pensiate sia quello di Massa, in coabitazione con Doveri? No, vi sbagliate. L’errore più grosso dell’ultima settimana lo ha commesso il signor Domenico Messina, al secolo designatore della CAN di Serie A. La sua colpa è stata quella di mandare allo Stadium lo stesso fischietto che, a San Siro, ha contribuito all’annullamento del gol di Pjanic nella gara d’andata portando così Rizzoli a finire nel calderone mediatico. Massa è lo stesso che in Milan-Atalanta non ha visto almeno un paio di episodi punibili con il calcio di rigore a favore dei rossoneri, scatenando anche in quell’occasione un parapiglia a fine gara. Lo diciamo senza ironia di sorta: fare incazzare De Sciglio ce ne vuole e se Mattia, ragazzo d’oro, ha ringhiato come non mai nei confronti della decisione arbitrale che ha deciso Juve-Milan, vuol dire che qualcosa non è andato per il verso giusto. Montella è stato fin troppo signore nel post partita, ma attendiamo le sentenze del Giudice Sportivo, in arrivo domani, per capire cos’hanno scritto sui referti post partita i membri della squadra arbitrale. E chissà cosa gli avrà detto quel buon tempone di Max Allegri a fine gara, se gli avrà augurato “buona fortuna” come fece in zona mista a San Siro un girone fa. Chissà…

Chiudo, perché altrimenti finisco col rompervi le balle, con una considerazione e una speranza. La prima è su quel Fenomeno di Gigio Donnarumma: la sua reazione nel post gara con la Juve, con quel commento che diventerà antologia del milanismo: “Sempre loro” e quel bacio allo stemma del Milan, mi portano a dire una cosa sola: dategli la fascia col Genoa e chissà se le bocche di fuoco sabaude avranno notato quell’istantanea. La speranza, invece, riguarda la questione societaria. Ho finito gli Oki per il mal di testa che la trattativa Fininvest-SES mi ha e ci ha procurato. Oggi dovrebbero arrivare gli altri 100 milioni della terza tranche, che renderanno attivo il nuovo contratto. Poi ci sarà un mese per il closig. Mi auguro che sia la volta buona.


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