Dimenticare la Juve per ricordarsi che il posto del Milan è in Europa. Il difficile arriva adesso

di Furio Fedele
articolo letto 18421 volte
Foto

Per la prima volta dall’inizio di questo ennesimo tormentato campionato, Vincenzo Montella ha ammesso che, dopo la sconfitta contro la Juventus, «i punti iniziano a diventare pesanti». Quelli persi, ovviamente, che raddoppiano il loro peso quando chi ti sta davanti, invece, produce reddito a favore della classifica. Si tratta di segnale di allarme inedito considerato il fatto che il tecnico rossonero fino a venerdì sera aveva professato grande ottimismo nella rimonta verso uno dei 3 posti che garantisce la qualificazione all’Europa League 2017-2018. A maggior ragione dopo lo «score» di 13 punti in 4 partite che aveva fatto seguito alla doppia, contraddittoria sconfitta contro Udinese e Sampdoria. Nella migliore delle ipotesi si poteva sperare di non staccarsi troppo dal sesto posto. L’Atalanta, che in questo momento occupa questa posizione, è a +2 sul Milan ma l’ultimo convoglio utile per tentare l’impresa di tornate a calcare un palcoscenico internazionale è anche quello più scomodo perchè costringe chi lo conquista a un faticoso e insidioso doppio turno di qualficazione estivo.

RITARDO. Ma il kappaò al J Stadium ha costretto il Milan a una brusca frenata. Per ripartire è necessario pigiare subito sul piede dell’acceleratore fin da sabato quando il Genoa (ore 20,45) tenterà di riscattarsi dopo due derby consecutivi lasciati nelle mani della Sampdoria. Andrea Mandorlini, che ha sostituito Juric sulla panchina rossoblù, ha già creato non pochi problemi, con l’Hellas, al Milan claudicante di questi ultimi anni... Vincenzo Montella deve fare i conti con un’emergenza infinita che oggi potrebbe essere aggravata dalle sanzioni del Giudice sportivo. Il quale dovrebbe limitare al solo Bacca una maxi-squalifica (due o più turni) che, comunque, rischia di penalizzare in maniera decisiva il tentativo di rimonta del Milan. Il colombiano, infatti, aveva ritrovato in maniera poderosa la via del segnandone 4 nelle ultime 3 partite, tutte vinte.

CLOSING. Anche la giornata di ieri è trascorsa, come era prevedibile, senza notizie apprezzabili sul fronte del passaggio di proprietà del Milan da Fininvest a Ses. Con l’aggravante che che l’unico protagonista, Yonghong Li, rimasto identificabile alla testa della presunta cordata di investitori non gode certo di un credito illimitato. C’è chi, giustamente, ha chiesto ai referenti italiani del uomo d’affari cinese un curriculum o, comunque, referenze certificate ma si è visto negare questa possibilità che si concretizzerà solo a closing avvenuto. Ma i tempi tecnici dell’operazione si stanno dilatando anche oltre i nuovi limiti (14 aprile) che erano stati indicati dopo il fallimento del terzo closing, clamorosamente mancato il 3 marzo.

DONNARUMMA. Questa fase di stallo impedisce tecnicamente la condivisione di pensieri ed opere di Casa Milan con i rappresentanti italiani della Ses. Poco male. La facilità di manovra dell’ad Galliani e del diesse Maiorino, nonostante le poche risorse economiche, potrebbe essere utile per porre le solide basi del rinnovo del contratto di Donnarumma. Ormai diventato l’incontrastato idolo dei tifosi rossoneri che, giustamente, lo vorrebbero fin d’ora capitano di questo Milan. La devozione alla maglia rossonera Gigio al J Stadium ha dato certezze inconfutabili: vuole restare al Milan e, comunque, una sua eventuale differente preferenza non sarebbe certo a favore della Juventus... 


Altre notizie
Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI