Closing Milan, un altro mese di veleni. Ma quali prospettive per il futuro?

di Antonio Vitiello
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Un fulmine a ciel sereno, una batosta peggiore non poteva esserci per il popolo milanista. Si allontana di un ulteriore mese la cessione del Milan per problemi economici, Sino Euro Sports non è riuscito a ottenere i 320 milioni per effettuare il bonifico a Fininvest, cosi nella giornata di ieri dopo ore di confronto tra le parti si è arrivati a una soluzione: altra caparra di 100 milioni per uno slittamento di un mese. Altri 30 giorni di sofferenza, veleni, verità filtrate e probabilmente anche illusioni. Ne parliamo apertamente a questo punto, fino a tre giorni fa si discuteva di una campagna acquisti faraonica in vista dell’estate, di un cambio di rotta ad alti livelli, di una svolta societaria in atto, perché le indicazioni che ci pervenivano andavano in questa direzione. Cos'è cambiato nelle ultime ore? Oltre ai soliti freni imposti dal governo cinese che hanno letteralmente ostacolato Ses, va registrato anche l'uscita di scena di due importanti imprenditori nel consorzio cinese e questo ha portato Ses a non avere più la somma da versare alla holding di famiglia Berlusconi.

Una situazione sempre più grottesca e assurda, per una vicenda che ormai è sfociata nel ridicolo. Sono due anni che si parla della cessione del club, dai tempi di Mr.Bee, siamo giunti a marzo 2017 e l’unico proprietario resta ancora Silvio Berlusconi. Il problema è che sia Fininvest che Ses continuano ad ostentare fiducia dopo mesi di trattative infinite, di comunicati disattesi e di informazioni errate. Non è assolutamente possibile che un club come il Milan debba essere gestito in questo modo, e lo stesso presidente Berlusconi ha sempre dichiarato di voler lasciare la società in mani sicure, e lo fa ad un gruppo che non riesce nemmeno a racimolare la cifra per acquistarlo?

Francamente i cinesi da questa vicenda ne escono molto male, perché alla fine il closing potrebbe anche farsi tra un mese, ma tutti questi rinvii non hanno fatto altro che creare scetticismo e incredulità, aumentando l’alone di mistero nei loro confronti. Ci sembra di rivivere periodicamente lo stesso incubo, in cui si arriva in prossimità della grande svolta e poi si torna indietro. Il gruppo cinese di Sino Europe Sports non mollerà la presa e proverà lo stesso a chiudere l’affare entro un mese, ma quali prospettive future può avere il Milan se per mettere insieme i 520 milioni il consorzio orientale ha trovato tutte queste difficoltà? Lo stesso si potrebbe verificare per il mercato o per qualsiasi altra decisione. La seconda prospettiva è che il Milan resti nelle mani di Berlusconi, in questo caso si conoscono i protagonisti e la dirigenza, ma si continuerà a vivacchiare come negli ultimi 5 anni senza grossi investimenti. Nell’uno o nell’altro caso il futuro non sembra per nulla positivo, perché in tutto questo chi ci rimette è solo il Milan, con una squadra che ogni anno deve fare i salti mortali per chiudere la stagione sesto o settimo in classifica, se tutto va bene.

Dopo l’ennesimo rinvio la fiducia nei confronti di questo gruppo cinese è calata drasticamente, in primis per la consistenza economica ma anche per la composizione della cordata troppo ballerina, con imprenditori e finanziatori che vanno e vengono e mettono a repentaglio ogni volta l’intera operazione, come puntualmente è accaduto pure questa volta. La vicenda è diventata grottesca, la tifoseria milanista meriterebbe maggiore rispetto e chiarezza.


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