Chievo, Gigio, Derby, Juve, Europa: ecco, 31 anni dopo, le prime tappe da non perdere della scalata dei nuovi proprietari

di Furio Fedele
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Trentun anni e 12 giorni dopo, sabato sera (ospite a San Siro il Chievo) l’Ac Milan con ogni probabilità sarà guidato da un nuovo padrone. Fra venerdì e la mattinata di sabato il closing dovrebbe essere cotto e...mangiato. Ma, per assurdo, non potrebbe esserci esordio più semplice e meno caustico per il nuovo management di Casa Milan. Infatti l’epopea berlusconiana non iniziò benissimo, fin dalla «prima» in campo. Re Silvio diventò ufficialmente il nuovo proprietario del Milan il 20 febbraio 1986 per poi essere nominato presidente il successivo 24 marzo. Ma domenica 23 febbraio i rossoneri, a quei tempi guidati in panchina da Nils Liedholm, esordirono con una sconfitta (2-0) al Comunale di Torino battuti dai granata allenati da Gigi Radice.

   SOLO KAPPAÒ. Nei pochi mesi (9 giornate) che hanno concluso la stagione 1985-1986, le cose non sono andate poi così bene. Il Milan si classificò al settimo posto (a un punto dall’Inter che l’ha preceduto, come accade adesso...), ovviamente estromesso dall’Europa, perdendo anche gli scontri diretti nel derby, contro il Napoli, la Roma e la Juventus prossimi avversari ad eccezione degli azzurri di Sarri. Quindi i cinesi potrebbero fare sicuramente meglio subentrando in corsa come era successo a Silvio Berlusconi. Nils Liedholm fu confermato sulla panchina rossonera anche nella stagione successiva per poi essere esonerato, a 5 giornate dalla fine, in prossimità dello sprint per l’allora Coppa Uefa. Gli subentrò Capello che conquisto l’accesso internazionale battendo nello spareggio di Torino la Sampdoria (gol di Massaro).

   SUPER GIGIO. Ma, fra le tante partite da non perdere, c’è quella, anch’essa imminente, per il rinnovo del contratto di Gigio Donnarumma. Il suo agente Mino Raiola è stato fin troppo chiaro commentando domenica sera la situazione in occasione della festa di compleanno del portiere rossonero. «Donnarumma merita un grande Milan? No, Gigio si merita una grande squadra» ha puntualizzato senza mezzi termini facendo intuire che non farà sconti, in nessun senso, sul fronte del contratto. Dove, è chiaro, non si tratta solo di una questione di soldi, ma di prospettive e di una programmazione che potrà essere messa a fuoco solo in estate. Quando, forse, sarà troppo tardi per poter mettere nero su bianco sul nuovo contratto, in scadenza il 30 giugno 2018, del baby portiere rossonero.

   MONTELLA. Oltre a Donnarumma il protagonista assoluto di quest’annata di transizione e di sofferenza è da individuare sicuramente in Vincenzo Montella che sta facendo i miracoli con un organico di gran lunga inferiore a quello delle prime 6 squadre che lo precedono. Basti pensare alla fase offensiva dove i due bomber di ruolo, Bacca e Lapadula, insieme non collezionano il numero di reti di uno solo fra Dzeko, Higuain, Icardi, Mertens ecc... Eppure Montella non sembra essere sicuro della riconferma. La zona Champions appare oggettivamente lontana da qualsiasi tentazione, anche se il Milan ha recuperato nello scorso turno 3 pesantissimi punti nei confronti del terzo posto del Napoli. Chi ben comincia, si dice, è a metà dell’opera... Anche se non è stato esattamente così per Berlusconi che, comunque, si è ampiamente ripreso in tempi assai brevi. 


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