Chiacchiere e notizie poco dolci il martedì grasso. Per fortuna presto sarà sabato, con Donnarumma come Kakà

di Carlo Pellegatti
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Guardo fuori, apro la finestra e respiro già una profumata aria di primavera, con un sole già caldo. Butto l‘occhio sulla mia scrivania e la fotografia del  mese di marzo, sul mio calendario da tavolo, vede il sorriso contento di Vincenzo Montella con la Supercoppa Italiana ben salda in mano. Ho voglia di Milan. Speriamo arrivi presto sabato sera con la squadra che entra in campo per la sfida contro il Chievo. Aria pura per me, come quella che accarezza Milano in questo mercoledì, dopo un martedì che di grasso, di coriandoli ha avuto ben poco, ma di chiacchiere tante purtroppo, non sempre coperte di zucchero.

L’ atteso e poi mancato Closing di inizio marzo e in generale l’argomento “Closing” è diventata una questione annosa e noiosa che, prima o poi, avrà un termine. Preferisco spendere le mie energie seguendo con affetto la squadra di Montella, tetragona a ogni interferenza esterna, sempre concentrata e meravigliosamente attaccata al suo sogno Europeo. Soffre, sbuffa, lotta, resiste, vince, entusiasma, commuove  i tifosi che amano svisceratamente questo manipolo di Ragazzi, che onorano infinitamente la maglia che indossano.

Vincono in nove a Bologna, trovano il guizzo per pareggiare a Roma, masticano filo spinato per passare in vantaggio e respingere i tentativi dei viola, giocano un primo tempo sontuoso e sono finalmente fortunati, sul piano arbitrale, a Sassuolo. Il simbolo di questo Milan è Gianluigi Donnarumma. L’amore e l’affetto che suscita nei tifosi, soprattutto quelli più giovani, bambini e ragazzi, è paragonabile a quello sentito per Kakà. Questi ritardi circa il Closing preoccupano soprattutto per il timore che  il futuro di Gigio, un futuro che si prospetta foriero di straordinarie soddisfazioni sul piano personale, possa essere lontano da Milano e dal Milan.

Dopo lo choc per la cessione di “Smoking Bianco” sarebbe insopportabile vedere un altro Campione, un prospetto di Fuoriclasse, togliersi la sua maglia rossonera, che  non avvolge le spalle di un portiere, ma soprattutto il suo grande Cuore rossonero. Se alla fine rimarrà Silvio Berlusconi a guidare il Club, la prima mossa deve essere quella di blindare “Zeus Ammone” per i prossimi anni. Se invece il Gruppo Cinese diventerà il nuovo proprietario, il biglietto da visita non può che essere il prolungamento del  contratto del numero 99 milanista. 

 Intanto mi godo le sue parate, mi beo della sua sicurezza, ultimo, saldo baluardo di una squadra che, a Reggio Emilia, ha finalmente sentito importanti squilli di tromba di Carlos Bacca, autore di un  bel gol. Nessuna ironia. Mi riferisco al colpo di testa che ha battuto Consigli, rete poi annullata per fuorigioco.  Poco importa. Mi aspetto di sentire ora suonare spesso, nelle prossime settimane, il Magnificat di Johann Sebastian Bach, note che possono accompagnare la campagna di Primavera dei Montelliani. Il Closing  verso la porta è quello che preferisco.


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