Cessione Milan con regia italiana, ma i rischi sono alti. Mercato, si inizia dalla difesa

di Antonio Vitiello
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E' stata davvero dura condurre in porto questa lunghissima trattativa di cessione, il 14 aprile dovrebbe arriverà il tanto agognato passaggio di proprietà, ma l'operazione ha vissuto dei momenti molto critici. Yonghong Li nel corso di questi mesi è stato prima affiancato da diversi imprenditori cinesi e poi lasciato solo quando il governo di Pechino ha iniziato ad osteggiare gli investimenti all'estero. Ma lui con caparbietà è andato avanti e pur con mille difficoltà ha deciso di portare avanti questa trattativa. Un ruolo importante però l'ha ricoperto Marco Fassone, forse il regista occulto di questa transazione. Dopo il 3 marzo scorso, quando il closing non è stato effettuato, l'ex dirigente di Inter, Napoli e Juve si è mosso in prima persona per cercare una soluzione, trovandola nel fondo americano Elliott. Una soluzione di riserva dopo aver appurato che il consorzio cinese era ormai sparito e che l'intera trattativa rischiava di saltare. Ma è stata decisiva la mossa di Fassone che a questo punto diventa il vero artefice dell'operazione, senza il suo intervento riparatore l'intera operazione poteva naufragare. La tenacia di Mr. Li e lo spirito d'adattamento di Fassone hanno salvato il tutto, anche se i rischi di tale intervento sono molto alti.

Il prezzo da pagare per il sostegno del fondo Elliott è salato, il tasso d'interesse chiesto fa rabbrividire e questo rappresenta un altissimo rischio per il futuro del Milan. Yonghong Li si trova parecchio indebitato in questa operazione, non solo ha messo mano al proprio patrimonio personale ma ha chiesto finanziamenti di milioni e milioni di euro, difficilmente estinguibili se il Milan non tornerà presto in Champions League. Cosa serve per rivalutare subito il brand Milan per cercare di cominciare a rientrare con le spese? In primis l'immediato ritorno in Europa, ma anche la costruzione dello stadio e una possibile quotazione in borsa, ed è evidente che non sono obiettivi facilmente raggiungibili a stretto giro. Ecco perchè le ipotesi che alle spalle di Yonghong Li possa esserci qualche colosso, volutamente nascosto al momento, prende sempre più piede. Mr. Li non ha la potenza economica da poter sostenere da solo il Milan e anche per ricevere prestiti così ampi vuol dire che qualcuno ha garantito per lui. Se così non dovesse essere, e Yonghong Li non dovesse riuscire a ripagare i debiti, allora il Milan finirebbe al fondo Elliott, come è successo ad esempio con la Banca Unicredit e la Roma qualche tempo fa prima di passare a Pallotta.

Tutto questo per dire che l'intera operazione permetterà al Milan di passare a Mr. Li ma il rischio è alto, molto alto. Naturalmente la speranza è che si possa tornare subito ad investire cifre importanti per il mercato perchè solo rinforzando la squadra si avrà la possibilità di tornare in Champions e quindi cominciare a rientrare dalle spese, aprire un ciclo insomma. Ma prima bisogna attendere il closing e magari in conferenza stampa Fassone o lo stesso Mr. Li potranno chiarire meglio questa pazzesca storia.

Uno sguardo proiettato a giugno, il Milan prepara anche la prossima campagna acquisti. Le mosse principali dovrebbero avvenire in difesa: si partirà con l'incontro con Raiola per il rinnovo di Donnarumma, la nuova dirigenza vuole assolutamente trattenere Gigio. Molto più difficile la permanenza in rossonero di De Sciglio, per lui il rinnovo non è in discesa ma si farà lo stesso un tentativo. Poi ci sono due nomi importanti in orbita Milan, da un lato Musacchio che andrebbe a formare insieme a Romagnoli un'ottima coppia di centrali. Il capitano del Villarreal l'anno scorso è stato ad un passo dai rossoneri mentre da giugno saranno fatti nuovi tentativi per una cifra inferiore ai 20 milioni di euro. L'altro difensore che piace molto è Kolasinac, esterno basso dello Schalke 04 che può essere utilizzato su entrambe le fasce, giocatore che arriverebbe a parametro zero perchè in scadenza. Le prime mosse di Mirabelli dovrebbero essere in difesa, il pacchetto arretrato andrà rivisto e modificato, poi si penserà a centrocampo e attacco in baso al budget che la nuova proprietà metterà a disposizione. 


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