150 milioni per rifare una grande squadra? Il rinnovo di Donnarumma è il primo esame da non fallire. Gigio è l'ago della bilancia

di Furio Fedele
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C’è chi si ostina a paragonare la possibile ascesa di Li Yonghong sul trono del Milan come lo fu quella di Erick Thohir che il 15 novembre 2013 divenne azionista di maggioranza e presidente dell’Inter per poi consegnare (6 giugno 2016) lo scettro del comando (ma non della presidenza...) al gruppo Suning. In realtà i due casi non hanno nulla in comune. Anche perchè, fra l’altro, Thohir non era affatto un perfetto sconosciuto e il suo impegno nell’Inter era supportato da una famiglia facoltosa e importante. Per la cronaca: è stato lui a prestare i soldi all’Inter, non aveva bisogno di farseli prestare... Fra l’altro Thohir, al quale vanno riconosciute ottime qualità manageriali, finora alla guida del club nerazzurro ha ottenuto, in 5 anni, quale miglior risultato sportivo solo una qualificazione in Europa League. Quando è intervenuto di persona (nell’estate 2016) ha costretto Mancini alle dimissioni e ha scelto di persona il suo sostituto (De Boer). Ma il tycoon indonesiano non ha certo
dimostrato di essere strategicamente pronto per prendere certe decisioni.

DONNARUMMA. Quindi Li Yonghong sembra possa diventare (entro e non oltre il 14 aprile) il nuovo proprietario del Milan. Con Silvio Berlusconi presidente onorario, mentre il businessman cinese si accontenterebbe della vice-presidenza. Tutto sembra presupporre un lieto fine alla telenovela iniziata il lontanissimo 13 dicembre 2014 quando sul palcoscenico
rossonero comparve per la prima volta il funambolico Mr. Bee... Ma, in realtà, tanto, molto, forse troppo deve essere ancora fatto. Bisogna provvedere a mettere in sicurezza i pezzi pregiati di questo Milan. Primo fra tutti Gigio Donnarumma, il simbolo di una rinascita che non può più essere procastinata. Gigio è innamorato pazzo del Milan. Ampiamente
ricambiato da milioni di tifosi milanisti, di ogni ordine e grado. Che non hanno intenzione di essere traditi nè, tanto meno, essere presi in giro.

ESODO. Ma, giustamente, Mino Raiola che ha creduto nel talento di Gigio fin da quando aveva 13 anni, appena ingaggiato dal Milan, vuole vederci chiaro. Con il contratto in scadenza fra un anno, il rinnovo, congruo e prolungato nel tempo, deve essere effettuato in tempi brevi, brevissimi. Mezza Europa, quella a 5 stelle, lo cerca da mesi disposta a fare follie
per la sua maglia dorata. Un’eventualità che sarebbe facilitata dalla presenza di un management forte e collaudato. Non è un mistero che i rapporti professionali fra l’ad Galliani e Raiola sono già consolidati da tempo. Lasciarsi sfuggire, suo malgrado, Donnarumma vorrebbe fornire l’alibi e la giustificazione a molti altri milanisti ad abbandonare Milanello perchè la resurrezione rossonera sarebbe ancora lontana.

150 MILIONI. I bene informati sostengono che Li Yonghong, che ha messo il Milan a garanzia di 370 milioni di debiti presso il fondo americano Elliott (che, quindi, diventerà il vero proprietario...), è pronto a investire almeno 150 milioni di euro per fare un Super Milan. Aubameyang, Keita, Fabregas, Musacchio: magari dopo aver messo in «cassaforte», con
rinnovi milionari, Donnarumma, Suso, Locatelli. Con Deulofeu e Pasalic trattenuti nonostante la corte serrata dei loro club di appartenenza, Barcellona (pronto a riscattare lo spagnolo dall’Everton) e Chelsea. Una bella favola, fantastica e a lieto fine. Come il closing di Venerdì Santo. Ma la Via Crucis è stata tutt’altro che una passeggiata...


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