ESCLUSIVA MN - W. Bianchi: “Montella mi convince davvero. Ingiuste le critiche a Locatelli e vi spiego perché. Gigio? Se deciderà il cuore..."

di Massimo Canta
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La redazione di MilanNews.it ha raggiunto Walter Bianchi, ex terzino rossonero, voluto fortemente da mister Sacchi nella sua prima esperienza al Milan, ora allenatore.  A lui abbiamo chiesto un giudizio sul campionato del Milan, sul reparto difensivo,  un parere sul momento  societario, su quello di Donnarumma e le considerazioni sul rapporto  tra Berlusconi e Montella.

Guardando la classifica, Walter, il Milan di quest’anno viaggia praticamente  sulla media punti dello scorso anno, complice un girone di ritorno partito con alcune difficoltà. Ma quali sono, a tuo giudizio,  le differenze rispetto allo scorso anno?

“Confesso, sembra paradossale, che il Milan mi sta piacendo molto più in questo girone di ritorno, pur con la scarsità di risultati e di punti, che non quando in una posizione di classifica invidiabile vinceva, ma senza convincere. La formazione di Montella non può certo competere per i primissimi posti, ma le ultime uscite, soprattutto con Bologna e Lazio, hanno dimostrato che questi giocatori hanno carattere, spirito di gruppo e attaccamento ai colori. Vedo una squadra, corta, collegata tra i reparti”.

Montella, quindi sta facendo bene?

“Secondo me sta facendo un ottimo lavoro, la conduzione tecnica, atletica e tattica è ottima.  La vittoria di Doha ha restituito entusiasmo ad un ambiente che sta attraversando un periodo di incertezza societaria. Non voglio dare alibi ai giocatori, ma il continuo cambio di allenatori e di metodi, ha destabilizzato la squadra che, al contrario necessità di sicurezze per coltivare al meglio un progetto”.

Da ex difensore e da interprete dei dettami difensivi di Sacchi, cosa pensi si possa fare in questo reparto per renderlo più solido ed ‘ermetico’?

“La Società ha fatto delle scelte coraggiose, che condivido, affidandosi ai giovani. Se posso fare degli appunti al reparto, noto che spesso la difesa è statica: nel mio Milan veniva esaltata l’elasticità dei movimenti difensivi, certo con interpreti diversi e di più alto spessore. Io infatti giocavo poco… ( ride ndr). Osservando le partite mi capita spesso di vedere un uomo o troppo avanti o troppo indietro e questo va a scapito della compattezza. Romagnoli è senz’altro un grande difensore, di prospettiva, ma vedo delle difficoltà, non solo in lui, ma in generale, davanti a Donnarumma, nell’impostare l’azione, che spesso costringe al passaggio forzato verso il compagno, già marcato  e l’azione ne soffre in fase di ripartenza”.

Non abbiamo parlato dell’estremo difensore… Che ne pensi di Donnarumma? Farà fatica il Milan a tenerselo stretto ?

“Penso che Gigio sia un grandissimo. Io ebbi modo di ammirarlo già quindicenne. Donnarumma possiede il temperamento dell’uomo del Sud e l’applicazione maniacale di quello ‘lombardo’.  Siamo di fronte ad un ragazzo molto serio, pur se condizionabile da tutta l’importanza mediatica a cui è sottoposto. Non dimentichiamo anche che sui avvale di un Procuratore che sa quello che vuole e come ottenerlo… Ma Gigio ha un cuore, totalmente rossonero. Se sarà il cuore a decidere rimarrà a lungo al Milan”.

Come giudichi le ultime critiche rivolte a Manuel Locatelli? Costacurta lo ha accusato di essere diventato troppo ‘scolastico’.

“Mi sembra che Manuel soffra della difficoltà di non avere spesso delle opzioni per poter sviluppare il gioco in verticale. Il centrocampista che occupa il suo ruolo deve averne sempre almeno tre o quattro, mentre lui non ne ha… Locatelli deve poter gestire il gioco con pochi tocchi, senza essere costretto a passaggi in orizzontale che abbiamo visto sono stai in alcuni casi deleteri. Gli esterni, inoltre devono essere bravi ad accompagnare la squadra, pur se in possesso di notevoli doti individuali, in Suso e Bonaventura.  Il Milan manca di qualità in mezzo al campo, non ci sono dubbi. Mi piace Kucka, vederlo lottare e ‘fare la guerra con tutti’ mi entusiasma, ma occorre anche altro. Vedevo il Paris Saint Germain, l’altra sera e osservavo un centrocampo che gioca a calcio. La differenza sta lì. E che bravo Rabiot… “.

Non possiamo non chiedere, a te che lo hai vissuto, un tuo parere sul rapporto tra Berlusoni e Montella, alla luce delle ultime perplessità, manifestate dal Presidente.

“Il Presidente, si sa, va anche accontentato a volte… Scherzo, naturalmente. Sappiamo che Berlusconi è affascinato dall’idea del trequartista o dalle due punte, ma Montella, ha dovuto fare con quello che ha trovato, senza poter essere accontentato nelle richieste e lo sta facendo più che bene”.


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