ESCLUSIVA MN - Ielpo: "Milan, finalmente il vero Bonucci. Gigio? Sarà grande anche in Azzurro. Sulla sfida al Napoli..."

di Daniele Castagna
Fonte: intervista di Daniele Castagna
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C’è un Italia che cerca di raccogliere i pezzi dopo il play-off contro la Svezia ed un Milan al completo a Milanello in vista della trasferta di Napoli. Per affrontare le tematiche calde di giornata, la redazione di MilanNews.it ha intervistato Mario Ielpo, ex portiere rossonero dal 1993 al 1996. Due Scudetti, due Supercoppe Italiane, una Champions League ed una Supercoppa Uefa nel triennio vissuto all’ombra del Diavolo, l’uomo giusto con il quale discutere delle prestazioni in azzurro e del futuro che li attende.

Sig. Ielpo, impossibile non partire dallo psicodramma collettivo di San Siro. In ottica rossonera, che Bonucci ha visto in Italia-Svezia?

Benissimo, tra i migliori in campo. Per quanto possa sembrare assurdo dirlo, ha disputato un’ottima gara. Così come tutti i suoi compagni scesi in campo perché, onestamente, non posso rimproverare loro nulla. Sono stati messi in difficoltà da un c.t. che, purtroppo, ha fatto i dispetti con un modulo scellerato. I giocatori ce l’hanno messa tutta comunque, Leonardo è stato uno di quelli che non ha mai mollato fino all’ultimo secondo, esprimendosi al massimo delle sue possibilità e lottando. Se vogliamo trovargli un difetto, ha portato troppo palla ma è veramente il minimo. È trovare l’ago in un pagliaio”.

Si può affermare che il Milan ha ritrovato il vero Bonucci?
I primi giorni a Milanello saranno tosti a livello psicologico perché, inutile girarci intorno, il colpo è e sarà durissimo. Detto questo, bisogna essere onesti ed ammettere come ormai abbia superato il momento difficile vissuto nel Milan. Penso sia arrivata la tanto attesa svolta, magari lo dico sottovoce ma è tornato il giocatore ammirato nella Juventus. Dal punto di vista fisico ha preso botte all’andata e al ritorno, bisogna valutarne l’entità al rientro a Milanello”.

Dal nuovo possibile capitano della Nazionale, passiamo al futuro portiere azzurro. Ieri il passaggio di consegne in mondovisione tra Buffon e Donnarumma, Gigio è pronto? Che carriera si aspetta dal ragazzo con l’Italia?

“Che sia pronto non ho dubbi. Le doti non gli mancano, anche se nell’ultimo periodo è emerso qualche piccolo difetto nella preparazione della parata che prima non si vedeva. Dettagli a parte, ha una struttura fisica e mentale che lo portano ad indossare giustamente la maglia numero 1 dell’Italia. Mi aspetto una grande carriera, sia in azzurro che nel club, anche perché non vedo in giro nessuno che possa insidiargli il posto. L’unico che potrebbe farlo è Perin, ma non ha le qualità ed il talento di Gigio. I selezionatori futuri guarderanno a Donnarumma come punto di partenza dei titolari per molti, e dico molti, anni”.

Parlando di prossimo c.t., è automatico pensare anche al corso che verrà con convocazioni innovative. Dei giovani rossoneri, chi crede possa far parte dell’Italia del domani?
In molti. Alessio Romagnoli è sicuramente, passatemi il termine brutto, il più pronto. È avanti nel percorso di crescita, ha già fatto esperienze nella Nazionale A ed ha sempre fatto bene quando è stato chiamato. Se ne parla da una vita ormai, ma è ancora giovanissimo e mi pare pronto per una convocazione stabile già da oggi. Per gli altri che ci sono a Milanello, sicuramente in azzurro vedremo Conti che purtroppo è ai box per questo grave infortunio. Molto interessanti anche Locatelli e Cutrone in chiave nazionale. Manuel mi piace tantissimo e purtroppo sta giocando poco, ma con un pizzico di esperienza in più potrebbe veramente diventare un centrocampista completo, un regista vero. Se ci pensate, non gli manca nulla: ha tempi di gioco, presenza in campo, fisico, statura, padronanza, spregiudicatezza”.

Esaurito il capitolo rossoneri italiani, andiamo dritti alla gara di sabato. Che Milan si aspetta al San Paolo contro il Napoli?

Il Milan, per come lo vedo io, mi sembra incartato sugli stessi problemi della Nazionale di Ventura. Si cerca un gioco lezioso, con un possesso palla anche esasperato che, personalmente, non trovo gradevole. Bisognerebbe imparare dagli svedesi: squadra inferiore, rintanata tutta dietro e pronta a partite in contropiede. Il Diavolo andrà a Napoli da sfavorito e la mia speranza è che non entri al San Paolo con la presunzione di fare giro-palla, altrimenti si andrebbe in contro ad un suicidio con tanto di imbarcata. Mi auguro che il Milan sia prudente e che lasci al Napoli l’onere ed il dovere di fare la partita”.

La vedo pessimista in chiave Napoli-Milan, nemmeno i rientri di Biglia e Bonaventura le fanno cambiare opinione?
Divido la risposta in due, inizio da Bonaventura. Jack è fondamentale per il Milan, negli ultimi anni ha risolto gran parte dei problemi del Diavolo. Se sta bene, può determinare molto anche a Napoli dunque il suo rientro è calorosamente benvenuto. È un giocatore che può entrare nell’area avversaria e questo al momento manca tantissimo al Milan. Per quanto riguarda Biglia, dipende da quale Biglia vedremo. Se è quello visto negli ultimi mesi, preferirei giocassero altri. Mi dispiace dirlo, ma Locatelli e Montolivo nello stesso ruolo hanno dimostrato di avere più forza. In conclusione poi, discorso a latere ma che comunque riguarda Lucas, aver preso sia lui che Bonucci è un errore: il centrale ha nelle corde l’impostazione dell’azione e va a muoversi nella zolla dell’argentino, pestandosi i piedi. Se prendo Bonucci, davanti a lui compro uno che fa legna, che picchia. Se prendo Biglia, prendo un centrale di mentalità difensiva bravo nella copertura e nella marcatura. Questo asse non lo vedo benissimo, ma spero di essere smentito. Amerei rinnegare queste parole vedendo un Biglia capace di far la differenza come ha sempre fatto”.


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